Gattuso rifiuta l’amnistia Buffon incerto

Marcello Di Dio

nostro inviato a Duisburg

Amnistia? No, grazie. La proposta del guardasigilli Clemente Mastella non trova d’accordo Rino Gattuso, uno degli azzurri più attesi nella finale di Berlino, ma anche un milanista, dunque diretto interessato al processo sportivo in corso di svolgimento all’Olimpico. Con i verdetti previsti per l’inizio della prossima settimana, subito dopo la fine del Mondiale. «Concedere un’amnistia per i fatti dello scandalo, se l’Italia diventasse campione del mondo, non sarebbe giusto nei confronti di milioni e milioni di tifosi che aspettano le sentenze – dice il centrocampista rossonero - e noi faremmo ancora una volta la figura del Paese dei tarallucci e vino».
Ma Gattuso spera anche che le sentenze tengano conto delle reali responsabilità di ogni club. «È giusto che chi ha sbagliato paghi, anche se mi sembra che si stiano generalizzando le colpe. Non si può fare di ogni erba un fascio, ci sono responsabilità più gravi di altre, non sono tutte uguali». Il riferimento al Milan appare chiaro, anche se Ringhio non si dice preoccupato per l’eventuale pena afflittiva per i rossoneri. «Sono sicuro di rimanere nel club milanista e di fare la serie A, poi si vedrà», aggiunge il centrocampista.
Mastella aveva parlato anche dei calciatori e in particolare di Del Piero che fa il Mondiale e magari si ritroverà in serie B per le colpe dei vecchi dirigenti juventini. «Per chi non è del calcio, può sembrare un controsenso vedere giocatori che si contendono la Coppa del Mondo e rischiano la B. Ma quelli che sono qui in Germania sono tutti calciatori al top, che hanno mercato e possono cambiare casacca quando vogliono. Non hanno problemi, se ci saranno penalizzazioni, a trovare una nuova sistemazione».
Un altro azzurro direttamente implicato nel processo sportivo è Gigi Buffon: anche lui concentrato sulla finale, con l’altro obiettivo di cancellare il record di Zenga. Il portiere della Juventus, tra l’altro, ha anche manifestato l’intenzione di non restare in bianconero. «Non so, dovrei pensarci», dice l’estremo difensore azzurro a proposito della proposta di Mastella. I problemi per lui potrebbero arrivare dall’inchiesta sulle scommesse che lo avevano visto coinvolto in prima persona (è stato già ascoltato in procura a Parma alla vigilia del Mondiale, ma dopo quell’audizione si è detto tranquillo).