Gattuso: "Siamo con Donadoni, anche quando sbaglia"

Il milanista: "Dobbiamo essere orgogliosi di questa gara: provo una gioia immensa". Sms di Puyol: "Vamos hermanos, siamo pronti"

Zurigo - Facce distese, quasi sollevate. Il pericolo eliminazione è stato debellato con una prova tutta grinta e qualità. Cannavaro rivela che manderà un sms di «avvertimento» a Casillas, Albertini dice che Puyol gli ha inviato un messaggio con su scritto: «vamos hermanos, se vemos prestos». In tutto questo, anche un grazie all'Olanda che ha onorato la sua partita. Tira un sospiro di sollievo il presidente Abete che subito dopo il match è andato negli spogliatoi a complimentarsi con la squadra. «Sono contento per i ragazzi e per Donadoni, abbiamo ritrovato la squadra campione del mondo. Alla squadra ho detto due cose: siamo tutti sulla stessa barca perché dobbiamo andare avanti, ma anche che Italia-Francia è una partita di grande tradizione ed era il match chiave. Era una partita doppia giocata sui nervi, non battevamo la Francia da 30 anni, ci sono tutti i motivi per essere contenti, perché da oggi in poi il futuro dipenderà solo da noi e non dall'incrocio con gli altri risultati». Domenica la Spagna, senza la certezza che Donadoni resti ct: «Noi qui abbiamo un obiettivo, che è andare benissimo agli Europei. Il primo a essere lieto di questo sarebbe proprio Donadoni, con il quale il rapporto è ottimo e matura anche attraverso i momenti difficili di questi giorni in cui tutti abbiamo creduto nel risultato». E proprio Abete è il primo a ringraziare l'Olanda: «Con loro abbiamo un ottimo rapporto, abbiamo posto un problema legato alle loro motivazioni. E le riserve olandesi hanno battuto la Romania perché sono una squadra fortissima». «L'Olanda ha dato una lezione agli italiani, anche se serpeggiavano sospetti, loro hanno dimostrato professionalità», aggiunge Albertini. Gattuso ha salutato i tifosi battendosi la mano sul petto. È felice anche se dovrà saltare la Spagna per squalifica.

«Dobbiamo essere orgogliosi di questa vittoria, è una grande soddisfazione. La mia assenza domenica? Siamo in 23 e può giocare chiunque. La gioia resta comunque immensa. In panchina mi sono arrabbiato con De Sanctis perché mi aveva detto che l'Olanda vinceva 2-0 quando invece era ancora sopra un gol. Su queste cose non si scherza. Donadoni? Quando vedi che uno ci mette l'anima e se sbaglia, sbaglia in buona fede, non puoi che essere dalla sua parte. Nei momenti di difficoltà abbiamo sempre discusso tra di noi, ho letto che quando mangiavamo non ci guardavamo in faccia, ma non è vero. Si può perdere e vincere ma l'uomo rimane. Dopo una sconfitta per 3-0 è normale che si parli male, ma siamo stati bravi a crederci». Al biscotto non ci ha mai creduto molto: «I biscotti ormai non si fanno nemmeno più in Italia, l'abbiamo visto anche con il Milan a Napoli. Poi ho saputo che per ogni vittoria la Federazione prende un milione, e i soldi non fanno mai male». Anche Pirlo festeggia la vittoria a metà, visto che il giallo gli farà saltare la Spagna. «Mi sono arrabbiato, il gioco poteva essere fermo, io dovevo fare fallo, loro erano partiti in contropiede. È stato importante andare avanti, il pensiero di poter uscire l'abbiamo avuto. E la Francia al di là che ha perso un giocatore e ha subito un rigore, si è mostrata più fragile di noi. L'Italia, insomma, aveva più voglia». De Rossi, dopo il gol, ha abbracciato Gamberini. In mano ha il premio di miglior giocatore della partita. «Con Alessandro siamo amici, c'eravamo già sentiti quando lui era rimasto fuori e mi era dispiaciuto. Sono contento, abbiamo fatto una buona prestazione, la vittoria è storica. Ridevo per i calcoli che si facevano prima della partita a proposito dell'Olanda. La Spagna? Mi hanno ricordato quella del '94 quando un romano (Tassotti) fu punito con la prova tv per una gomitata a Luis Enrique». Zambrotta è più sollevato: «Abbiamo zittito tutti con una grande prestazione, finalmente ho digerito quel retropassaggio con la Romania». Toni ha mancato tantissime occasioni e se ne rammarica. «Ma sul rigore ho fatto una grande cosa, gli altri palloni sono usciti di pochi centimetri e alla fine ho preso anche la traversa. Sono contento, non era importante che segnassi io. Spero comunque di essermi tenuti in serbo i gol per la Spagna e mi auguro che Villa, il loro bomber, si possa essere fermato qui. Il nostro segreto? Il gruppo unito e tosto».