Gaucci: "La Tulliani dice bugie. Miei i 2 miliardi dell'Enalotto"

L'ex patron del Perugia rivela a Panorama: "Elisabetta vuol far credere che fosse lei a foraggiarmi, invece s'è appropriata di case e beni per 20 milioni di euro"

Nel pieno della bufera ormai con risvolti anche giudiziari sull’appartamento ereditato da An al numero 14 di Boulevard Princesse Charlotte a Montecarlo e finito nelle disponibilità di Giancarlo Tulliani - fratello della compagna di Gianfranco Fini -, Luciano Gaucci decide di parlare. In un’intervista a Panorama in edicola oggi l’ex presidente del Perugia calcio ripercorre la passata storia d’amore con Elisabetta Tulliani, ma soprattutto torna a spiegare come e perché abbia intestato alla donna una parte consistente del suo patrimonio per sottrarlo ai creditori. E poi la famosa faccenda della vincita al Superenalotto, i rapporti del presidente della Camera con la famiglia Tulliani («lui ascolta troppo il “suocero”»), i regali e gli immobili. Lucianone è vulcanico come al solito, mentre si trova in vacanza a Santo Domingo, il paese in cui s’è rifugiato durante gli anni dei guai con il fisco.

Tanto per cominciare, racconta Gaucci, «Elisabetta ha detto troppe cose non vere. Ha sostenuto perfino che aveva vinto lei al Superenalotto (cosa peraltro ribadita tramite i suoi avvocati in una lettera inviata al Giornale e da noi pubblicata nei giorni scorsi, ndr) e poi ne aveva regalato la metà a me, mamma mia, quanto è generosa», ironizza l’ex fidanzato oggi 71enne. «Mi hanno dato fastidio - si sfoga - le sua menzogne, sembrava che fosse lei a foraggiare economicamente me e questo io non lo sopporto. Ma come, ho aiutato lei, il fratello, la madre, il padre, le ho intestato questo mondo e quell’altro e sarebbe lei ad aiutare me? Questo mi ha fatto incavolare!». E se magari qualcuno vedesse dietro gli attacchi dei rancori nascosti nei confronti di Fini, Gaucci non ha problemi ad ammettere: «Stando in questo paradiso tante cose nemmeno le so, io non ho mai attaccato Fini, anzi l’ho sempre apprezzato come politico... Lui è stato sempre corretto con me e io con lui. Certo, si è preso la mia ex fidanzata, ma a me che me ne importa?».

Veniamo alla questione della vincita multimiliardaria: «Eravamo usciti e quando rientriamo mi rendo conto che erano quasi le 20: “Ahò”, le dico, “devo giocare, mi accompagni?”. Andiamo al solito tabaccaio. La schedina, come tutte le volte, l’ho compilata io e l’ho pagata io. Pochi euro ma un bel colpo di fortuna: 5+1 uguale a 2,4 miliardi di lire. Ho preso i soldi, li ho messi nel mio conto corrente del Monte dei Paschi e, siccome sono generoso ed ero perso d’amore per lei, le ho regalato la metà». Ma adesso, a distanza di anni, «Elisabetta dice che è stata lei a giocare e a vincere e che poi mi avrebbe dato la metà, come se a quell’epoca Luciano Gaucci avesse avuto bisogno dei soldi della Tulliani», scherza amaro. In più, Lucianone giura di aver lasciato i suoi beni «a lei» dopo la bancarotta.

Già, il patrimonio. A parte i gioielli, «che non si chiedono indietro, sono un frutto d’amore», Gaucci vuole che gli sia restituito tutto il resto. A partire dalle case. L’attico di via Sardegna a Roma fu solo il primo appartamento ricevuto in dono dalla Tulliani, ricostruisce. «Poi ne ha avuti di molto meglio. E poi il terreno nel Reatino, quello con immobili, e a Capranica Prenestina, le case dove vive con Fini, le automobili per tutta la famiglia, i quadri. Non mi ci faccia pensare... E che le posso fare? Mica le posso sparare. L’ho citata in giudizio, vedremo come andrà. Certo la riconoscenza è merce rara, perché certa gente quando ha una cosa in mano se la vuole tenere, anche se non è sua». Altro che vendetta, insomma. «Perché quello è un mio diritto - rivendica Lucianone -. Dovrei stare zitto solo perché siamo stati fidanzati o perché ha un grande politico alle spalle? Io lo rispetto, ma proprio lui che parla tanto di legalità comprenderà i miei diritti sacrosanti», ecco la frecciata a Fini. Invece Elisabetta Tulliani «prima si è riempita la pancia e poi si alzata da tavola».

Gaucci da ultimo prova a quantificare il valore dei beni intestati o ceduti alla ex compagna: «Forse 15 milioni di euro, forse 20. Ci avrei potuto comprare un’altra squadra di calcio». Così, a proposito di rimpianti, Lucianone è pentito ma ha imparato la lezione: «Assolutamente no», non intesterebbe ancora i suoi beni a Elisabetta Tulliani. «Innamorato sì, facile a credere nelle persone sì, ma non sono mica uno stupido».