Gaudenzio

Il protettore di Novara nacque a Ivrea verso il 337 ed ebbe il singolare privilegio di vivere in mezzo ad alcuni dei santi più famosi di ogni tempo. Gaudenzio fu educato a Novara dal prete s. Lorenzo (poi finito martire). In quel tempo e in quei luoghi fece conoscenza con s. Martino (sì, quello del mezzo mantello, poi vescovo di Tours), i cui genitori erano allora a Pavia. Nel 355, pare, Gaudenzio accompagnò s. Eusebio, il vescovo di Vercelli di cui era segretario, al concilio che si tenne a Milano in quell’anno. Il vescovo di Vercelli, grande nemico dell’eresia ariana, fu poi mandato in esilio a Scitopoli dall’imperatore Costanzo, che per mere ragioni di ordine pubblico cercava un compromesso tra ortodossi e ariani. Gaudenzio passò alle dipendenze di s. Martino come notaio. In tale veste ebbe occasione di incontrare diverse volte il vescovo di Milano, s. Ambrogio. Il successore di quest’ultimo, s. Simpliciano, gli predisse l’elezione a vescovo di Novara. Gaudenzio lì per lì non se ne curò e andò a Scitopoli a visitare quello che considerava il suo maestro, s. Eusebio. Questi lo pregò di recarsi a Vercelli come suo delegato e di continuare la lotta contro l’arianesimo. Ma non c’era solo l’eresia a contrastare il cristianesimo da quelle parti, che erano ancora largamente pagane. Nel 398 la predizione di s. Simpliciano si avverò e il popolo di Novara acclamò Gaudenzio suo vescovo. Questi fece subito iniziare i lavori per la costruzione di una chiesa (poi basilica) sopra la cisterna in cui erano stati gettati i corpi di s. Lorenzo e dei suoi compagni di martirio. Morì nel 418.