Per Gaultier la più bella è la Madonna

da Parigi

«Madonna, che sfilata!». Il grido si è levato dal settore della stampa italiana e Jean-Paul Gaultier, in passerella per il gran finale del suo indimenticabile défilé dedicato a tutte le Madonne del mondo, si è letteralmente piegato in due dal ridere. «Hai visto che l’ho fatto?», ci ha chiesto passando perché nel corso di un’intervista col Giornale aveva parlato della sua idea di vestire Madonna (intesa come Veronica Ciccone) da Vergine Maria per il «Confession Tour» della scorsa estate. La diva optò invece per una visione iconoclasta della crocifissione che ha fatto parlare più di blasfemia che dei bellissimi vestiti. «È talmente brava che con lei non posso discutere - aveva confessato il couturier - però è un peccato perché per me tutte le donne sono Madonne».
Così per costruire la sua stupefacente alta moda della prossima estate Gaultier si è ispirato alla figura femminile che distingue il culto cattolico da tutte le altre religioni monoteiste, la Madre del Cristo, il simbolo stesso della femminilità. Veli, aureole, acconciature tabernacolo, borsette turibolo, pizzi da chierichetto e tovaglie d’altare avvolte sul corpo delle modelle: in passerella s’è visto di tutto tranne il cattivo gusto. Il sospetto che dietro all’operazione ci fosse la voglia di confondere il sacro con il profano serpeggiava comunque tra il pubblico: «Ci mancherebbe altro - ha risposto Gaultier -. Volevo solo fare un omaggio estetico e culturale: la donna bella come un cammino per raggiungere il Paradiso».
Ecco dunque gli abiti dipinti come vetrate da cattedrale, quelli coperti da preziosi ex voto, il virginale tailleur pantalone bianco con la stupefacente giacca cappuccio che ricorda il velo mariano e un indimenticabile modello da sera in jersey di seta verde salvia con un grande cuore di cristalli rotti applicato sul seno che trattiene un fiotto di chiffon color sangue lungo fino ai piedi. Dire bello è veramente poco, un’elegante e moderna traduzione in alta, anzi altissima moda delle Madonne fiamminghe senza dimenticare la lezione dei vari Goya, Velázquez, Antonello da Messina e Raffaello. Tra tante sante una peccatrice, la spogliarellista Dita von Teese, ex moglie del musicista Marilyn Manson, bella come un quadro.