Gavio vuole Impregilo senza pagare Prova di forza con Ligresti-Benetton

Gli azionisti che controllano Impregilo - i gruppi Ligresti, Gavio e Benetton - si incontreranno ancora lunedì 8 febbraio a Milano per cercare un accordo su chi e come comanderà nella più importante impresa di costruzioni italiana.
L’ultima riunione, lunedì 28 gennaio, non era andata bene. Anzi era stata piuttosto accesa, con decibel parecchio più alti di quanto vorrebbero le buone maniere. Alla fine si era deciso di rinviare, sperando che il tempo porti consiglio e rassereni gli animi. Lunedì prossimo si vedrà se è possibile trovare una quadra o se sarà necessario un nuovo aggiornamento dei lavori.
Impregilo, presieduta da Massimo Ponzellini, fa capo al 29,9 per cento alla Igli, società-veicolo controllata per un terzo ciascuno appunto dal trio Ligresti-Gavio-Benetton, legati da un patto di sindacato che scadrà il 30 giugno prossimo. Se non si raggiungerà un’intesa entro quella data sul rinnovo del patto, ognuno andrà per conto suo: la Igli verrà liquidata e ogni partner si prenderà la propria parte diretta in Impregilo (poco meno del 10 per cento). Si accollerà anche, sempre pro quota, l’indebitamento della stessa Igli che ammonta a circa 200 milioni di euro verso Mediobanca e Unicredit.
Il gruppo Gavio, guidato da Beniamino, figlio del fondatore Marcellino scomparso poco prima di Natale, ha già fatto sapere di aspirare a un ruolo di maggior peso in Igli-Impregilo. Ma di volerlo ottenere senza esborsi, senza aumenti di capitale cash e senza rilevare, pagandole, azioni degli altri due soci. Vorrebbe crescere, assicurarsi la leadership, apportando delle sue imprese, come per esempio Itinera, società di costruzioni attiva soprattutto nel settore stradale. Ligresti e Benetton si sono detti indisponibili. Nei prossimi incontri si vedrà se sarà possibile trovare un punto di incontro, un compromesso o se si andrà davvero a un «liberi tutti» e allora il gruppo diventerà contendibile sul mercato.
Gavio vede nell’ipotesi di assicurarsi il controllo di Impregilo, con conseguenti fusioni, una via per diluire il forte indebitamento dell’impero ereditato (assieme alla sorella e ai cugini) dal padre. La società di costruzioni di Ponzellini ha pochi debiti (140 milioni su 2 miliardi di fatturato) e delle potenzialità inespresse. Due soprattutto. Il contenzioso sull’inceneritore di Acerra sta per chiudersi e così si potranno incassare circa 200 milioni attesi da tempo.
Ma è soprattutto dal Brasile che sono attese le notizie migliori. Qui Impregilo controlla al 35 per cento Ecorodovias, proprietaria di una rete autostradale locale di 1100 chilometri. Questa società, entro marzo, verrà messa in Borsa a San Paolo. Il prezzo previsto per il collocamento valuta il solo 35 per cento, circa 800 milioni.
Impregilo, invece, ha quotazioni basse alla Borsa di Milano: in tutto capitalizza circa un miliardo. Ma prima o poi il binomio Acerra-Ecorodovias verrà considerato dal mercato e Impregilo probabilmente esprimerà valori diversi. Assicurarsela contribuirà a risolvere alcuni dei problemi di Gavio e dei suoi finanziatori.