Gavrila in cella anche per lo stupro del Pigneto

Oltean Gavrila dovrà difendersi dall’accusa di un altro stupro, oltre a quello della Caffarella. Al romeno, 27 anni, già in carcere per la violenza commessa il 14 febbraio su una quindicenne nel parco del quartiere Appio, è stata infatti notificata una nuova misura cautelare per lo stupro di una ragazza avvenuto lo scorso 18 luglio al Pigneto.
La giovane, 23 anni, stava tornando a casa dal lavoro quando, verso le 23, venne aggredita da un uomo dell’est europa nel parco di villa Gordiani. Lo sconosciuto prima le rubò il telefono cellulare, poi abusò di lei. Dell’episodio i giornali non parlarono. E non ci fu nessun esame del Dna risolutivo perché gli inquirenti non avevano alcun sospettato con cui comparare l’eventuale codice genetico estratto dai reperti. L’inchiesta era così finita in archivio. La svolta è arrivata dopo l’arresto di Gavrila e del suo connazionale Iount Jean Alexandru, 18 anni, per lo stupro della Caffarella, incastrati dalla prova genetica (la stessa che scagionò i due romeni finiti inizialmente in manette per lo stesso fatto, Alexandru Loyos e Karol Racz, ndr). Fu Iount a raccontare agli investigatori che il suo connazionale gli aveva raccontato di aver violentato una ragazza italiana sei mesi prima, proprio al Pigneto. Gli accertamenti hanno dimostrato che Gavrila non mentiva: il suo Dna coincide con quello estrapolato dai tamponi effettuati sulla vittima e dai suoi vestiti. Inoltre il telefonino rubato quella sera alla ragazza è stato trovato in possesso del figlio di Gavrila.
Tanto è bastato al pm Vincenzo Barba per chiedere al gip Gugliemo Muntoni di emettere un’ordinanza di custodia cautelare per rapina e violenza sessuale. Il provvedimento gli è stato notificato in carcere e entro quattro giorni Gavrila sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia da parte dello stesso gip. Per quanto riguarda il caso della Caffarella Gavrila e Iount, davanti ad una prova del Dna schiacciante, hanno confessato la violenza alla quindicenne.