Gay aggrediti Chiesti 10 anni per Svastichella, Comune e Arcigay parti civili

Un balordo di borgata, con gravi problemi psichici trattato con disprezzo e ironia dai coetanei tanto da meritarsi il soprannome di «Svastichella»: a 11 anni fu sorpreso a incidere con un temperino una svastica nel legno di una panchina di un parco al Laurentino 38. Questo il ritratto di Alessandro Sardelli che ne ha fatto il suo difensore ieri mattina davanti al gup del Tribunale di Roma, Rosalba Liso dove è comparso per l’aggressione a una coppia gay avvenuta a Roma nello scorso mese di agosto. Dieci anni di reclusione per i reati di tentato omicidio e lesioni gravi. Questa la richiesta del pm della procura di Roma Pietro Pollidori per Sardelli, 40 anni, che il 22 agosto scorso aggredì all’alba davanti a un parco dell’Eur una coppia omosessuale che si stava baciando fuori dal Gay Village. Svastichella ferì gravemente con il coccio di una bottiglia un giovane di 31 anni, Dino rimasto ricoverato in ospedale per alcune settimane. L’altro, Giuseppe, se la cavò con un trauma cranico. Ma secondo la difesa, Sardelli sarebbe stato a sua volta aggredito. L’uomo è a giudizio con il rito abbreviato davanti al gup Rosalba Liso che ieri mattina ha ammesso la costituzione di parte civile sia dell’Arcigay, la prima volta dell’associazione, sia del Comune di Roma cosi come aveva annunciato il sindaco Gianni Alemanno. L’udienza è stata rinviata al 25 novembre prossimo, data nella quale è prevista la sentenza. Svastichella fu arrestato dagli agenti della squadra mobile di Roma, nella sua abitazione nel quartiere Laurentino 38. Con tutta probabilità il difensore di Sardelli, l’avvocato Riccardo Radi, chiederà l’infermità mentale per il suo assistito. Secondo la difesa Sardelli dal 2002 è affetto da gravi disagi psichici. E per rafforzare la richiesta l’avvocato chiederà anche l’assistenza in una struttura specializzata. Sardelli ha sempre negato che alla base dell’aggressione ci fosse un intento omofobico. «Sono amico dei gay - spiegò in più circostanze - e non ho assolutamente nulla contro di loro». E vaniamo alla parte lesa. «Esprimiamo soddisfazione - ha commentato l’avvocato Daniele Stoppello, che rappresenta i due gay aggrediti nonchè l’Arcigay - è la prima volta che Arcigay entra in un processo per un reato di discriminazione sessuale ed è stato riconosciuto un danno diretto e immediato all’associazione che ha tra i suoi compiti la tutela dei diritti degli omosessuali: la giurisprudenza oggi arriva dove non è arrivata la legge. Si tratta di un passo importante specialmente in questo momento di tensione ed è una risposta al legislatore che non ha saputo approvare neppure l’aggravante di pena per i delitti di omofobia». Ufficialmente la costituzione di parte civile del Comune di Roma è stata accettata ieri. Lo rende noto l’ufficio stampa del Campidoglio spiegando che «è la prima volta, a quanto risulta, che a un ente pubblico viene riconosciuta la costituzione di parte civile in un processo per reati con movente omofobo».