Gay Pride, la Carfagna: "Nessun patrocinio"

Il ministro per la Pari opportunità torna <strong><a href="/a.pic1?ID=262832" target="_blank">sulla polemica con il movimento Glbt</a></strong>: &quot;Mi batterò contro le discriminazioni verso gli omosessuali. Ma non si può pretendere il patrocinio del governo a manifestazioni esibizionistiche&quot;

Roma - No alle dimiscriminazioni, ma nemmeno patrocinio ministeriale al Gay Pride. "È intenzione del ministero che guido combattere ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali". Il ministro per le Pari oopppportunità, Mara Carfagna, torna con una nota sulle "polemiche sollevate dai movimenti che tutelano Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transgender". "Sono cosciente - scrive - delle tante discriminazioni nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro e credo che l’Italia abbia il dovere di contrastarle con fermezza. Detto questo, però, il movimento Glbt non può pretendere per le coppie omosessuali né riconoscimenti simili a quelli garantiti alla famiglia né il patrocinio del governo a manifestazioni che rispondono più a logiche esibizionistiche che ad altro".

Diritti dei gay "Quanto alle sollecitazioni di chi rivendica alcuni diritti per i gay - aggiunge il ministro -, sono pronta a discuterne se si tratta di negoziazioni privatistiche e non di riconoscimenti pubblicistici. Per permettere a un gay di andare a trovare il compagno o la compagna in ospedale può bastare una dichiarazione all’Asl, così come va assicurato il subentro nel contratto di affitto dell’abitazione o la visita in carcere attraverso un semplice atto amministrativo. Se c’è la volontà di discutere per combattere le discriminazioni ed evitare le disparità, il ministero per le Pari Opportunità è pronto a trovare soluzioni immediate, ma se qualcuno intende minare all’unicità della famiglia o dettare l’agenda politica del ministero non potrà che trovare porte chiuse".

Gli organizzatori Il comitato organizzatore del Bologna Pride, il cui corteo è in programma nel capoluogo emiliano il prossimo 28 giugno, in una nota precisa di non aver "ovviamente" richiesto il patrocinio ministeriale per la manifestazione finale del 28 giugno, "né nessun invito è stato fatto alla Carfagna per tale manifestazione. È stato richiesto il patrocinio del dicastero delle Pari Opportunità - sottolinea la nota - per le oltre 40 iniziative collaterali che in maggio e giugno si svolgeranno e che affrontano temi come la salute, la discriminazione verso transessuali, gay e lesbiche, la cultura trans, il bullismo, il lavoro, l’informazione, la laicità e quant’altro. Il ministro - continua la nota - ha rifiutato il patrocinio prima ancora di leggere la nostra richiesta formale, che è arrivata sul suo tavolo lunedì mattina, in cui si specificano gli eventi da patrocinare. Ha quindi dato una risposta negativa senza conoscere i fatti, cadendo in una serie di pregiudizi e dichiarazioni di una superficialitàn sconfortante e offensiva, intollerabili per il ruolo che riveste".