Gay Pride, è già polemica: la protesta dell’Esquilino

Il consigliere Udc del I municipio Caratelli: «Preserviamo l’identità cristiana del rione»

Roma si prepara al Gay Pride, la seconda «invasione» della città nel giro di una settimana. Fra 200mila e 500mila le persone previste, quaranta i carri che sfileranno a suon di musica e delegazioni dalla Russia per protestare contro Putin e la repressione del «Gay Pride» di Mosca: questi i numeri che gli organizzatori si aspettano per l’edizione 2007.
Si accende così un nuovo scontro sui temi e sul percorso della manifestazione per l’orgoglio omosessuale, mentre non si sono ancora placate le polemiche sui disagi e sui costi della visita del presidente Bush, con allegati danni e tafferugli provocati dall’area antagonista. L’itinerario del corteo infuoca Augusto Caratelli, consigliere Udc in I municipio e presidente del Comitato difesa Esquilino: «Questa è una nuova e inaccettabile provocazione e un atto di mancanza di rispetto verso una zona dalla forte identità cattolica». Alle lamentele di Caratelli si aggiungono quelle di Fabrizio Lastei, portavoce di Militia Christi. Entrambi vogliono impedire il passaggio del corteo all’interno del quartiere. «Le autorità - sottolineano - devono tutelare l’identità religiosa e morale di questo triangolo della cristianità. L’Esquilino rappresenta un luogo nel quale hanno sede tre basiliche importanti per tutta la cultura cristiana».
Caratelli e Lastei hanno organizzato per sabato una manifestazione a piazza Vittorio proprio a difesa del quartiere che rischia di diventare «un laboratorio d tensione». Di diverso avviso Letizia Cicconi (Ds), presidente del consiglio del I Municipio: «Queste proteste mi lasciano esterrefatta perché l’Esquilino ha sempre accolto serenamente le manifestazioni romane e anche questa volta risponderà con serenità e partecipazione».