Gay Pride, Maiolo non cede

«Chiedo il patrocinio - spiega l’assessore Maiolo - perché quando una comunità convoca una manifestazione o una serie di iniziative per rivendicare i suoi diritti, è giusto che un’istituzione come il Comune dia il suo sostegno. È come mettere il proprio timbro sotto un’iniziativa di valore sociale e culturale. Detta un po’ più banalmente è come una sponsorizzazione. E in questo caso trovo sia giusto sostenere i diritti della comunità gay». Fatta la premessa, Maiolo però precisa la sua posizione. «Io non sono d’accordo con quanto fatto in Spagna da Zapatero. Sono più favorevole alla strada scelta dalla Francia. Non condivido assolutamente le adozioni per le coppie gay. E anche sul matrimonio sono molto tiepida. Sono per un patto civile di solidarietà. Un modo per risolvere molti problemi. Come la prenderanno gli altri assessori? Non so se riuscirò ad avere la maggioranza in giunta. Io, però, come liberale voglio dare un segnale».
A dir poco sorpreso l’assessore alla Cultura Stefano Zecchi. «Mi stupisce - le sue parole - la richiesta della Maiolo. Mica ha l’ufficio competente per chiedere il patrocinio. Semmai l’assessore Bozzetti che aveva delegato me a decidere. Comunque credo non ci siano più nemmeno i tempi necessari, per il patrocinio ci vogliono almeno sessanta giorni. Piuttosto con la Maiolo eravamo rimasti d’accordo di verificare se fosse il caso di dare un sostegno economico a iniziative culturalmente interessanti». E cambia argomento. «Oggi - aggiunge - in giunta discuteremo di un problema ben più interessante. La carta d’identità dell’Arcimboldi. Una trattazione di massima per cominciare a capire cosa si vuole che diventi questo teatro».
Assolutamente contrario al patrocinio Aldo Brandirali. «Avrei preferito - le sue parole - che la Maiolo non prendesse questa iniziativa. Alla Triennale davanti al “Ricciolo di donna” aveva affermato che non era il caso di dare il patrocinio. Ora rovescia la sua posizione: il patrocinio è il riconoscimento di valore pubblico, mentre questa manifestazione è per il riconoscimento di una identità senza alcuna valenza pubblica». Contrario anche Giovanni Bozzetti. «Preciso che ho assoluto rispetto per la natura di tutti. Ma voterò contro il patrocino a una manifestazione di dubbio gusto. La gratuita ostentazione di una natura che dovrebbe invece rimanere confinata nel privato. Non mi sembra davvero uno spettacolo edificante».
Assolutamente favorevole, invece, Giulio Gallera. «I diritti e le rivendicazioni degli omosessuali vanno condivisi. Tutti devono avere cittadinanza ed è giusto che un’amministrazione liberale dia sostegno e un sigillo a un corteo come questo che sostiene tematiche così importanti. Poi certo, ci sono degli eccessi. Ma come in tutte le manifestazioni».
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