Gay Pride, negata piazza San Giovanni

Il Gay Pride del prossimo 7 giugno
non potrà concludersi in piazza San Giovanni, come in un primo
tempo accordato dalla questura agli organizzatori. La protesta dell'Arcigay: "Provocazione"

Roma - Il Gay Pride a Roma del prossimo 7 giugno non potrà concludersi in piazza San Giovanni, come in un primo tempo accordato dalla Questura di Roma agli organizzatori. Che ora denunciano la retromarcia decisa, motivata dalla concomitanza con un concerto corale nei Palazzi del Laterano, come "una provocazione" nei confronti del movimento omosessuale.

La decisione della questura A nove giorni dallo svolgimento la questura di Roma ha ritirato l’autorizzazione, concessa originariamente in data 11 aprile, a concludere la parata a Piazza San Giovanni. "Siamo stupiti e amareggiati per l’evolversi degli eventi e per l’incredibile ritardo della comunicazione", commenta il circolo Mario Mieli. Gli fa eco il presidente nazionale Arcigay, Aurelio Mancuso, per cui "non è ammissibile" la retromarcia della Questura.

La motivazione Stando a quanto riferito, la decisione della questura dovrebbe essere dovuta al fatto che all'interno dei palazzi Lateranensi si tiene durante la giornata un Convegno internazionale, con un concerto conclusivo dentro la Basilica. "Cosa c'entra il Pride con un Convegno clericale? - polemizza l'Arcigay - quali problemi d'ordine pubblco, potrebbero sorgere tra una parata che sfila nelle vie di Roma e si conclude nella serata nella storica piazza e un`iniziativa della gerarchia cattolica dentro le mura della Basilica?".