Gay, primo sì alla Camera secondo schiaffo al Papa

da Roma

Via libera dalla commissione Giustizia di Montecitorio al disegno di legge sulle molestie e lo stalking, che contiene anche le discusse norme antiomofobia. E così i dispiaceri inflitti ieri a Papa Ratzinger diventano due. Il provvedimento dovrebbe arrivare in aula per il dibattito già il 28 gennaio. A chiedere con insistenza un canale preferenziale per questo testo il ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, che fa «appello» al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e al ministro per i Rapporti col Parlamento, Vannino Chiti, perché considerino «prioritario» questo tema nell’agenda dei lavori dell’aula.
Ma se alla Camera non ci sono problemi per la maggioranza, il percorso della legge si farà molto più accidentato al Senato. Il fronte cattolico protesta e i teodem, con la senatrice Paola Binetti, sono pronti a bocciare il ddl a Palazzo Madama se non verrà stralciata la norma sulle discriminazioni sessuali. Poche settimane fa fu proprio la senatrice teodem, infatti, a negare il suo voto di fiducia al governo Prodi per protestare contro l’inserimento nel decreto sulla sicurezza delle norme antiomofobia. Quelle norme poi vennero comunque stralciate anche perché il testo era pasticciato e conteneva un errato riferimento al trattato di Amsterdam. Adesso tornano inserite nel provvedimento sullo stalking, ovvero le molestie a carattere persecutorio, come spiega il presidente della commissione Giustizia, Pino Pisicchio, dell’Italia dei valori che, nel difendere il ddl, cerca anche di minimizzare le polemiche.
«Questo testo non ha nulla a che vedere con quello del Senato che citava impropriamente il Trattato di Amsterdam. Il nostro riferimento è invece la Costituzione - spiega Pisicchio -. È stato deciso di far procedere insieme nello stesso ddl stalking e discriminazioni per orientamento sessuale perché le due questioni non trovano un riscontro adeguato nel nostro codice penale».
Per la discriminazione sessuale sono state previste condanne più lievi rispetto alla norma contenuta nel decreto sicurezza, che stabiliva condanne fino a quattro anni di carcere. Qui invece si prevede al massimo un anno e sei mesi di carcere sia nel caso della propaganda di idee basate sulla superiorità razziale sia nel caso dell’istigazione.
Ma se il ministro Pollastrini giudica necessario varare presto questa legge «per un fatto di civiltà e saggezza» in molti sono pronti ad alzare le barricate e non soltanto nel centrodestra. «Ognuno si assumerà le proprie responsabilità», dice la Binetti, mentre il portavoce dei teodem, Enzo Carra, non esclude «voti in difformità alla Camera, anche se problemi di maggioranza non ce ne sono». L’ostacolo per il cammino del testo infatti si presenterà al Senato dove, se dovessero mancare i voti di tutti i senatori cattolici, la maggioranza non ci sarebbe. Per Isabella Bertolini di Forza Italia è comunque sbagliato mettere insieme omofobia e stalking e già prepara una pioggia di emendamenti.