Gay pronti a invadere Genova in 150 mila

(...) propenso a discutere sull’orario della sfilata.
«È la dimostrazione che il Gay Pride non è altro che una provocazione - tuona il capogruppo di An in Regione, Gianni Plinio -. Diversamente gli organizzatori avrebbero accettato il responsabile invito del prefetto cancellieri a cambiare almeno la coincidenza, il 13 di giugno, con la tradizionale processione del Corpus Domini. Solo degli esibizionisti provocatori possono far finta di non capire l’inopportunità che si abbiano a sovrapporre due eventi così differenti». Ma se la coincidenza con il Corpus Domini non fa cambiare idea all’Arcigay, forse potrebbe riuscirci un altro elemento di incertezza, cioè la possibilità che le elezioni europee vengano fissate proprio per il 14 giugno. In questo caso Gottardi e Serreli hanno convenuto che non sarebbe opportuno tenere una manifestazione che ha connotazioni politiche alla vigilia delle elezioni. Soprattutto perché non avrebbero neanche il permesso. Nei prossimi giorni sono previsti incontri tra l’Arcigay e questore e sindaco, con i vigili e le istituzioni provinciali e regionali. Gottardo ha auspicato anche un incontro col cardinale Angelo Bagnasco, «come è già successo a Torino».
Subito dopo l’incontro di ieri, il prefetto Cancellieri ha parlato di «sereno spirito collaborativo» e ha aggiunto: «non possiamo decidere oggi. Ci saranno incontri anche con le autorità cittadine». È stato il preftto a evidenziare il rischio di una sovrapposizione della data del corteo con le elezioni europee: «non ancora stabilite - ha detto -, ma sono presunte proprio per quella data». In caso di elezioni, gli organizzatori, che si sono detti «molto soddisfatti» del colloquio con il prefetto, opterebbero per un cambio di data. Per Gottardi il silenzio elettorale potrebbe privare l’ organizzazione «delle rivendicazioni politiche». Per quanto riguarda il Corpus Domini, invece, l’orientamento dell’Arcigay è quello dell’intransigenza. Poco prima di incontrare il prefetto, gli organizzatori si sono detti disposti a spostare l’orario del corteo, fissandolo per le 16. Questo impedirebbe, secondo Arcigay, che la processione e il corteo, che secondo Arcigay richiamerà a Genova oltre 150 mila persone, si possano sovrapporre.
Molto più intransigenti le posizioni del presidente dell’Arcigay nazionale Aurelio Mancuso che nei giorni scorsi aveva attaccato il prefetto Cancellieri che aveva definito incompatibili il Pride nazionale e la processione del Corpus domini. «Con tutto il rispetto per l`alta funzione del prefetto di Genova Anna Maria Cancellieri, dichiarare che il Pride nazionale sia incompatibile con la processione del Corpus Domini, ci sembra esuli dal suo ruolo, a meno che ella pensi che la presenza di migliaia di persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) in città, nel giorno in cui i cattolici ostentano l`ostia sacra, sia un problema di ordine pubblico».