Gaz de France un debutto da 2,5 miliardi

da Milano

Un nuovo titolo si aggiunge oggi al listino della Borsa di Parigi: debutta infatti a mezzogiorno Gaz de France. Ieri il prezzo definivo dell’offerta pubblica su Gaz de France è stato fissato a 23,40 euro per gli investitori istituzionali, nella parte alta della forchetta 20,7-24 euro, mentre il pubblico retail beneficia di uno sconto di 0,2 euro. Lo Stato francese, che ha destinato il 50% dell’offerta ai piccoli risparmiatori, raccoglierà dall’operazione quasi 2,5 miliardi di euro. Il capitale del gruppo sale post Ipo di circa 2 miliardi di euro. Il collocamento è andato molto bene, registrando sottoscrizioni tra gli istituzionali pari a oltre 30 volte l’offerta, mentre i piccoli investitori che hanno sottoscritto le azioni del colosso del gas sono invece 3,2 milioni. Lo Stato conserverà una quota tra il 78 e l’80%. «La privatizzazione parziale di Gaz de France farà entrare nelle casse dello Stato quasi 2,5 miliardi di euro», ha dichiarato Thierry Breton, ministro dell’Economia. Breton ha poi affermato di essere fiducioso che Edf andrà in Borsa in autunno. «Sono fiducioso sul fatto che saremo pronti per la prossima operazione che avremo avanti, ovvero Edf, sulla base di un calendario già annunciato», ha detto Thierry Breton. Il ministro ha confermato la data del prossimo autunno per la privatizzazione del colosso dell’energia. Intanto il decreto legge che sblocca il tetto del 2% ai diritti di voto di Edf in Italenergia-bis, approvato mercoledì con modifiche dalla Camera, è stato calendarizzato per martedì 12 luglio in aula a palazzo Madama per il varo definitivo. Il provvedimento scade mercoledì 13 luglio. Lo scongelamento del limite del 2% consente a Edf di acquisire il controllo, insieme ad Aem, di Edison. Enel, in collaborazione con Edf, potrà partecipare alla produzione di energia elettrica con il nucleare in Francia, come da accordi presi tra i governi di Parigi e Roma. Il presidente di Edison, Umberto Quadrino, ha risposto «penso proprio di sì» alla domanda se ritenga che ci sia il tempo necessario per l’approvazione del decreto.