Gaza, dopo 5 giorni la Jihad islamica rompe la tregua

Il territorio meridionale
d’Israele è stato ripetutamente attaccato. Dopo soli 5 giorni è già stato violato il cessate-il-fuoco di 6 mesi tra lo Stato ebraico
e Hamas entrato in vigore giovedì. Olmert: "Un fatto grave"

Gaza - Per due volte oggi la tregua tra Israele e gruppi radicali palestinesi è stata violata. Due razzi, lanciati da Gaza, sono caduti nel sud di Israele senza provocare danni. Ne ha dato notizia la radio militare israeliana. Già in mattinata, alcuni colpi di mortaio erano stati sparati contro la località di Nahal Oz senza però "causare vittime nè danni materiali". Le due azioni militari - rivendicate dalla jihad islamica - potrebbero essere una rappresaglia per l’uccisione nella notte, in Cisgiordania, di due palestinesi. Si rompe così il cessate-il-fuoco di 6 mesi tra lo Stato ebraico e Hamas entrato in vigore giovedì scorso grazie alla mediazione dell'Egitto.

Il primo attacco Secondo una portavoce dell’Esercito israeliano, il primo attacco è stato sferrato questa mattina dal settore centrale dell’enclave. Un proiettile è piombato al suolo nei pressi della località di Nahal Oz, ma "senza perovocare vittime nè danni matariali", ha precisato la portavoce, aggiungendo: "Israele non ha risposto al fuoco, e non ha violato la tregua". Quest’ultima impone la fine delle ostilità non solo all’interno della Striscia, ma anche tutto intorno ai confini. Non si estende tuttavia alla Cisgiordania, e formalmente vincola soltanto Hamas, sebbene si siano impegnati ad aderirvi altri gruppi radicali palestinesi che però, jihad islamica in testa, si sono riservati il diritto di reagire con le armi in caso di nuovi raid d’Israele nelle aree cisgiordane.

Razzi su Sderot Uno dei razzi palestinesi lanciati questo pomeriggio contro la località israeliana di Sderot è piovuto nel cortile di una casa e ha provocato danni non gravi, mentre l’altro è finito in un campo alla periferia della cittadina, ha riferito il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld. La Tv araba al Jazeera ha ricevuto una rivendicazione delle Falangi di al Quds - braccio armato della Jihad islamica - che hanno definito l’attacco una risposta al raid compiuto questa notte dai militari israeliani a Nablus, in Cisgiordania, nel quale sono stati uccisi due palestiensi, tra cui il capo del braccio armato della Jihad islamica. Si tratta della seconda violazione della tregua tra Hamas e Israele, dal momento che già questa mattina da Gaza era stato lanciato un razzo caduto sulla località di Nahal Oz.

Le rappresaglie palestinesi Gli attacchi sferrati dalla Palestina potrebbero essere una rappresaglia per l’uccisione di due palestinesi a Nablus, compiuta all’alba da truppe israeliane che hanno efefttuato un’incursione nella città autonoma insieme a unità dello Shin Bet, il controspionaggio. Uno dei morti era Tarek Jumea Abu Ali, 24 anni, un capo locale della Jihad, ricercato per la pianificazione di numerosi attentati, e accusato di prepararne ulteriori; l’altro sarebbe stato invece un semplice studente, il 21enne Iyad Khanfar. Stando a fonti palestinesi nemmeno Abu Ali sarebbe però stato un militante, bensì un comune universitario, e nè lui nè il compagno sarebbero stati armati. Nessuna fazione risulta aver comunque finora rivendicato l’attacco notturno oltre frontiera. Dallo scorso novembre, quando il processo di dialogo israelo-palestinese fu almeno formalmente rilanciato dalla Confenerenza Internazionale di Annapolis, hanno già perso la vita nel complesso 518 persone, in massima parte attivisti radicali operanti a Gaza.

Lo sdegno di Olmert Israele considera "grave" gli attacchi sferrati oggi dalla Jihad islamica che, ignorando le intese per una tregua a Gaza, ha sparato almeno tre razzi contro la città israeliana di Sderot. Lo ha affermato il premier Ehud Olmert, citato dalla radio militare. "Israele sta ora considerando il da farsi", ha spiegato Olmert aggiungendo che "si tratta di una violazione flagrante ed inequivocabile delle intese sulla tregua" per Gaza. Olmert ha, quindi, ricordato di aver già avvertito che la tregua rischia di essere fragile ed instabile. "Adesso - ha concluso - occorre tornare a valutare la situazione".