Gaza, Abu Mazen nomina l'indipendente Fayyad premier. Hamas: "Colpo di Stato"

Il movimento estremista controlla i Territori. Non si spara più: 180 morti e 900 i feriti dopo 5 giorni di scontri. Hamas ha arrestato nella notte i capi militari e i dirigenti di Fatah che in Cisgiordania invece dà l'ultimatum agli uomini di Hamas: lasciate la zona. <a href="/a.pic1?ID=186064"><strong><font color="#ff6600">Chi è Salam Fayyad</font></strong></a><font color="#333399">. </font><strong><a href="/a.pic1?ID=186072">I capi fuggiti: forse fosse comuni a Gaza</a></strong>

Gaza - Il presidente palestinese Abu Mazen ha incaricato il dottor Salam Fayyad a formare il governo di emergenza nazionale. Lo ha detto Nabil Amro, portavoce del presidente paestinese. "Il nuovo governo - ha aggiunto Amro in collegamento telefonico con l’emittente araba - sarà costituito da ministri in prevalenza indipendenti". Entro poche ore saranno resi i nomi dei ministri. "Il presidente - ha proseguito - dopo il golpe di Gaza pronuncerà entro domani un messaggio alla nazione".
Hamas non riconosce il nuovo premier Non riconosciamo il governo d’emergenza palestinese nominato dal presidente Abu Mazen". È quanto rende noto la dirigenza del movimento islamico palestinese di Hamas in una nota diffusa attraverso il proprio sito Internet. "Abu Mazen ha nominato il ministro delle Finanze, Salam Fayyad, nuovo premier di un governo di emergenza - spiega il sito -. Hamas respinge questa decisione in modo netto dichiarando che non collaborerà mai con questo governo". La nomina del moderato Salam Fayyad alla guida del nuovo governo palestinese d’emergenza, annunciata oggi dal presidente Abu Mazen, viene definita da Hamas "un colpo di Stato". Secondo un portavoce di Hamas interpellato a Gaza, questa nomina "è contro i palestinesi".
Non si spara più Le armi hanno smesso di sparare nella Striscia di Gaza, ora che Hamas sembra essersi solidamente insediato al potere nella regione. Fonti locali riferiscono che la popolazione civile sta cominciando a riapparire nelle strade. Sugli edifici che erano basi e comandi delle forze di sicurezza fedeli al presidente Abu Mazen sventolano ora le bandiere verdi del movimento islamico. Israele ha chiuso tutti i suoi valichi di confine con la striscia di Gaza, anche quello pedonale di Erez.
Tragico bilancio Sarebbero più di 180 i morti e oltre 900 i feriti, il bilancio delle vittime degli scontri armati tra le due principali fazioni palestinesi Hamas e al Fatah che da cinque giorni stanno insanguinando la striscia di Gaza.
Occupata la casa di Abu Mazen E dopo la sede presidenziale espugnata nella giornata di ieri, milizani del movimento di Hamas hanno occupato stamani l’abitazione privata del presidente dell’Anp Abu Mazen nel centro di Gaza. Lo ha detto la tv satellitare araba al Jazeera citando il portavoce dello stesso Abu Mazen a Ramallah. Secondo il portavoce, "gli occupanti dell’abitazione del presidente, hanno sequestrato i beni e le automobili".
Arrestati i capi di Fatah Hamas ha annunciato l’arresto di alcuni alti ufficiali dei servizi di sicurezza e di alti dirigenti di al Fatah. Secondo il portavoce del braccio armato di Hamas, Abu Obeida, nel corso della notte sono stati arrestati il direttore generale della sicurezza nazionale, generale Jamal Khayed, il comandante della guardia presidenziale, generale Misbah Al-Bheis, il portavoce della sicurezza nazionale e del Fatah, Tawfik Abu Khussa e un alto dirigente del Fatah Majid Abu Shamal. "Libereremo presto gli ufficiali di al Fatah arrestati dai nostri uomini a Gaza": cambia linea il portavoce delle brigate Ezzedin al Qassam. Le milizie islamiche hanno annunciato di aver proclamato la grazia per decine di capi di al Fatah arrestati nelle ultime 36 ore nella Striscia di Gaza. Tra loro ci sono Tawfiq Abu Khusa, Jamal Kaidi, capo della sicurezza nazionale, Masbah al-Habisi, capo della guardia presidenziale, Hamuda al Sheikh, vice capo della guardia presidenziale, Majid Abu Shamala, segretario di al Fatah a Gaza, e altri dirigenti come AbdelAl al Ghoul, Ali Ahmad Ali, Khaldun Hajju, Dargham Saber, Muhammad al Bahisi, tutti ufficiali dei servizi segreti e della sicurezza.
L’Egitto richiama il personale diplomatico e di sicurezza La rappresentanza diplomatica guidata dall’ambasciatore Achraf Aqel e tutti i suoi collaboratori sono stati richiamati in patria, al pari del generale Bourhan Hammad che ha guidato la delegazione egiziana incaricata di mediare tra Hamas e Fatah ed è rientrato al Cairo per riferire al governo sulla situazione.
La Ue condanna Hamas e appoggia Fatah La presidenza tedesca della Ue ha condannato fermamente oggi «la presa del potere violenta» a Gaza da parte delle milizie di Hamas, esprimendo appoggio alla decisione del presidente palestinese Abu Mazen di sciogliere il governo.
Haniyeh lancia un appello alla calma «Chiedo a tutta la nostra gente di dimostrare calma e controllo e di non attaccare case ed edifici in contrasto con la morale del nostro popolo», ha detto Haniyeh prima delle preghiere del venerdì. E, rivolto ad Abbas, nel definire comunque «illegittimo» lo scioglimento del governo, il premier destituito ha proposto nuovi negoziati.
Ultimatum di Fatah: Hamas via dalla Cisgiordania Al-Fatah ha lanciato un ultimatum agli esponenti di Hamas di lasciare entro 48 ore la Cisgiordania, altrimenti «verranno arrestati». La notte scorsa a Nablus un esponente di Hamas è stato giustiziato come vendetta per l’uccisione di ieri a Gaza del comandante locale delle brigate Al Aqsa. Nel frattempo, la nomina del moderato Salam Fayyad alla guida del nuovo governo palestinese d’emergenza, voluta da Abu Mazen, è stata definita da Hamas «un colpo di Stato» e «contro i palestinesi».
Telefonata-beffa alla Rice Alcuni miliziani di Hamas, entrati nella sede del presidente Abu Mazen avrebbero telefonato dalla scrivania presidenziale al segretario di Stato Usa Condolezza Rice per schernirla dopo la loro completa conquista della Striscia di Gaza. «Pronto Rice? Siamo qui nell’ufficio di Abu Mazen. Saluta Abu Mazen per me», ha detto un miliziano, seduto sulla sedia del presidente.