Gaza Bombe israeliane sui tunnel con l’Egitto

Nel giro di poche ore ieri i responsabili di governo israeliani sono stati costretti ad esaminare prima la possibilità di intraprendere nuove operazioni militari contro Hamas e poi a discutere del rafforzamento della tregua a Gaza assieme con George Mitchell, l’emissario del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. In mattinata il premier Ehud Olmert ha convocato il consiglio di difesa del governo per esaminare la situazione creatasi dopo che martedì i miliziani palestinesi hanno fatto esplodere ai bordi della Striscia una potente carica che ha provocato la morte di un soldato. Israele, in reazione, ha colpito dal cielo tre tunnel usati per il contrabbando al confine fra Gaza e l’Egitto. Ma secondo esponenti di governo è adesso necessaria una reazione ancora più energica. Il ministro della difesa Ehud Barak, che doveva partire ieri sera per gli Stati Uniti, ha preferito annullare il viaggio per seguire gli eventi da vicino. Malgrado i timori, la giornata è trascorsa in una calma relativa.
Durante i suoi colloqui al Cairo, Mitchell ha sottolineato l’importanza che la tregua venga rafforzata. Ma al suo arrivo a Gerusalemme il premier Olmert gli ha fatto notare che per Israele è essenziale garantire che da Gaza cessino del tutto lanci di razzi e attacchi alle pattuglie di frontiera. Mitchell ha quindi fatto riferimento alla necessità di aprire al più presto i valichi di Gaza.
La risposta di Olmert è stata che i valichi sono già aperti al transito di aiuti umanitari (ieri, ad esempio, sono passati quasi duecento camion). Ma la riapertura permanente è condizionata al rilancio delle trattative con Hamas per la liberazione di Ghilad Shalit, il caporale israeliano prigioniero a Gaza dal giugno 2006. Immediata la reazione negativa di Hamas: un portavoce ha detto che Shalit sarà rimesso in libertà solo in cambio di palestinesi detenuti in Israele.