Gaza, Hamas attacca la sede di Fatah Che ordina: resistere. E' guerra civile

Abu Mazen denuncia: tentativo di golpe del movimento islamico. Fatah minaccia di ritirarsi dal governo di unità nazionale se le violenze orchestrate "da una parte di Hamas" non si arresteranno. I miliziani di Hamas hanno già il controllo del sud della Striscia di Gaza

Gaza - Il presidente palestinese Abu Mazen ha lanciato oggi un nuovo appello alle fazioni rivali che si fronteggiano ormai a tutto campo nella Striscia di Gaza, ma la crisi in corso nei Territori sembra ormai precipitare. Da ieri sono rimasti uccisi negli scontri tra al Fatah e Hamas 18 palestinesi, e anche il governo di unità nazionale palestinese - costituito dai due gruppi lo scorso marzo - è sul punto di sfaldarsi. "Per proteggere i supremi interessi nazionali e per fermare questo spargimento di sangue, io nella mia posizione di presidente dell’Autorità Palestinese e capo di tutte le forze di sicurezza chiedo l’immediata fine delle violenze", ha invocato il presidente palestinese in un comunicato.

Abu Mazen ha anche invitato i mediatori egiziani a una riunione per porre fine alle ostilità. Un portavoce della presidenza palestinese aveva però accusato in precedenza Hamas di voler compiere un "putsch" e di spingere per la guerra civile nei territori. E al Fatah, il partito di Abu Mazen, ha minacciato oggi di ritirarsi dal governo di unità nazionale a causa dell’insostenibile situazione nella Striscia. Intanto Hamas ha attaccato il quartier generale delle forze di sicurezza palestinesi, legate a Fatah, dove si registrano violenti scontri. Il bilancio delle vittime degli scontri continua quindi ad aggravarsi. Il movimento integralista islamico ha risposto con un appello ai suoi militanti: "Resistere".

Da ieri 18 persone sono rimaste uccise. Stamattina una granata Rpg ha centrato la casa del premier Ismail Haniyeh, di Hamas: è il secondo attacco di questo tipo in due giorni. La casa è rimasta danneggiata, mentre il primo ministro e la sua famiglia sono rimasti illesi. Sempre oggi Hamas ha fatto sapere che miliziani di al Fatah hanno sequestrato e ucciso in strada un loro membro. La vittima è stata identificata come il cugino dAbdel Aziz Rantisi, il leader di Hamas ucciso in un raid aereo israeliano nel 2004. Stamattina tre donne e un bambino sono rimasti uccisi in unattacco compiuto da miliziani di Hamas contro la casa di un alto funzionario della sicurezza di al Fatah.

I miliziani hanno rapito Hassan Abu Rabie e hanno ucciso il figlio di 14 anni e tre donne che si trovavano nella sua casa. Lo hanno riferito fonti ospedaliere. Inoltre, miliziani di Fatah hanno assaltato e incendiato l’abitazione di un parlamentare di Hamas. In tutto da ieri sono state uccise 18 persone, alcune delle quali con esecuzioni compiute in strada.

Maher Maqdah è finito sulla "lista nera" di Hamas E' uno di quei dirigenti di Fatah nella Striscia di Gaza che più di altri si sono esposti nel criticare il movimento islamico. "Non esagero quando affermo che siamo di fronte a qualcosa che potremmo definire 'pulizia politica', simile a quella etnica", si lamenta Maqdah che vive barricato in casa nel timore di essere ucciso. "Hamas sta cercando di fare piazza pulita di Fatah e di tutto ciò che è legato al nostro movimento. I suoi uomini entrano nelle case, negli ospedali e sparano anche se davanti a loro hanno vecchi e bambini", aggiunge con voce rotta dall’emozione, non mancando di descrivere Hamas come una forza "sciita" per sottolineare i finanziamenti che il movimento islamico riceverebbe dall’Iran.