Gaza, Hamas dice sì alla tregua di 18 mesi

Concluse le trattative durate un mese. Il
movimento integralista palestinese accetta il piano egiziano per una tregua di 18 mesi con
Israele. L'accordo consentirà la riapertura
dei valichi della Striscia di Gaza

Gaza - A conclusione di trattative e incontri con i dirigenti egiziani durati circa un mese, il movimento integralista palestinese Hamas ha reso noto ieri sera al Cairo di aver accettato il piano egiziano per una tregua con Israele che durerà 18 mesi e dovrebbe consentire la riapertura dei valichi della Striscia di Gaza.

Il raggiungimento dell'accordo L’annuncio del raggiungimento dell’accordo - secondo l’agenzia egiziana Mena, che ha diffuso la notizia - dovrebbe arrivare al massimo entro 48 ore. Lo ha comunicato il numero due dell’ufficio politico di Hamas, Mussa Abu Marzuk, giunto al Cairo da Damasco con altri componenti della direzione in esilio e dirigenti del movimento di Gaza, con i quali nei giorni scorsi aveva fatto la spola tra Damasco e Doha. L’accordo si basa anche sulla cessazione di "tutte le attività militari e le aggressioni", ma non comprende - secondo Marzuk - la liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit, nelle mani di Hamas dal giugno 2006. Questa sarà collegata alla liberazione di prigionieri palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, il cui numero potrebbe oscillare intorno ai mille.

Il valico tra Gaza e l'Egitto Nessuna indicazione è emersa per ora riguardo alla riapertura dell’unico valico che collega la Striscia di Gaza all’Egitto, quello di Rafah - ritenuto da Hamas il più utile e il più importante - ed a controllare il quale era stato ipotizzato lo schieramento di osservatori europei, come previsto da un accordo del 2005 poi venuto meno, e di agenti dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp). Anche su questo ultimo punto durante le trattative con i dirigenti egiziani Hamas avrebbe manifestato disponibilità. Poco dopo l’annuncio, le due delegazioni di Hamas hanno cominciato in serata un incontro "ai massimi livelli" con il partito del presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen), rappresentato dall’ex primo ministro Ahmed Qorei e dal virtuale 'ministro degli esteri' e portavoce dell’Anp, Saeb Erekat. Obiettivo del colloquio è la preparazione della conferenza di riconciliazione tra tutti i gruppi politici palestinesi che l’Egitto ha promosso per il 22 febbraio prossimo.

Dopo Piombo fuso la ricostruzione Un’altra importante conferenza dei donatori, per la ricostruzione di Gaza, distrutta durante i bombardamenti ed i combattimenti dell’operazione israeliana 'Piombo fuso' durata 22 giorni (dal 27 dicembre al 18 gennaio scorsi), è in via di organizzazione al Cairo per il 2 marzo, con la partecipazione di una sessantina di paesi ed organizzazioni internazionali, a cominciare dall’Onu. L’unità dei palestinesi è peraltro uno degli obiettivi del piano proposto dal presidente egiziano Hosni Mubarak ed annunciato il 6 gennaio al Cairo con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, insieme alla tregua - arrivata poi il 18 gennaio come risultato di cessate il fuoco proclamati unilateralmente sia da Hamas che da Israele - ed alla riapertura dei valichi della Striscia di Gaza, per far arrivare aiuti umanitari alla popolazione dopo 22 giorni di guerra. A lungo termine il piano prevede anche la ricostruzione a Gaza ed il riavvio del processo di pace tra Israele e palestinesi.