Gaza, liberato il giornalista inglese

Il reporter della Bbc Alan Johnston libero dopo 113 giorni di prigionia nelle mani dei rapitori. E' stato accompagnato in Israele da uomini di Hamas

Gaza - È stato liberato la notte scorsa dopo 113 giorni di prigionia e apparentemente senza il pagamento di alcun riscatto il giornalista britannico della Bbc Alan Johnston rapito nella striscia di Gaza lo scorso 12 marzo. La sua liberazione sarebbe avvenuta al termine di un negoziato che ha consentito anche il rilascio di quattro prigionieri del sedicente esercito dell’Islam che teneva in ostaggio Johnston insieme a dieci esponenti di Hamas anche loro tornati liberi nel corso della notte.

La liberazione del giornalista della Bbc è il primo successo politico conseguito dal premier palestinese destituito Ismail Haniyeh, leader di Hamas ormai del tutto isolato sul piano internazionale dopo l’occupazione con la forza di tutte le istituzioni nella striscia di Gaza compiuta due settimane fa. Il leader politico di Hamas in esilio a Damasco, Khaled Meshaal ha detto attraverso una telefonata che la liberazione del giornalista dimostrerebbe che il suo movimento islamico ha portato ordine nella striscia di Gaza. "Siamo stati in grado di chiudere questo capitolo che ha danneggiato moltissimo l’immagine del nostro popolo" ha dichiarato Meshaal.

Alan Johnston, apparso in buona forma fisica, sebbene provato dalla lunga prigionia, è stato accompagnato da esponenti di Hamas al posto di frontiera di Erez entrando in Israele dove è stato preso in consegna da funzionari della sicurezza di Gerusalemme. "Essere tornato libero è la cosa più bella che mi potesse capitare" ha detto Johnston che subito dopo il rilascio aveva dovuto incontrare Ismail Hanieyeh che gli ha fatto trovare pronto un tavolo imbandito. Scena ripresa da tutte le telecamere e che sta già facendo il giro del mondo.

"Io, sepolto vico..." Per mesi Alan Johnston non ha potuto vedere la luce del sole. "Per me è stato come essere sepolto vivo" ha detto il giornalista dopo il suo rilascio. Rapito il 12 marzo a Gaza, Johnston è stato spostato diverse volte (tre o quattro) dai suoi rapitori. Le ultime due volte sono avvenute nelle ultime settimane, in seguito alla espugnazione della striscia di Gaza da parte di Hamas. A quel punto i suoi rapitori "sono divenuti molto nervosi, al punto che hanno realizzato il video in cui fui costretto ad indossare un corpetto esplosivo". Successivamente avrebbero anche divulgato un messaggio in cui minacciavano di "sgozzare come un capretto" il prigioniero. "Sono state le l6 settimane peggiori della mia vita" ha detto ancora Johnston secondo cui i suoi detentori all'inizio gli hanno assicurato che non gli avrebbero fatto del male, eppure poi hanno esercitato su di lui forti pressioni psicologiche. "Non c'é quasi stata violenza - ha precisato - ma spesso erano aspri e sgradevoli. Mi hanno minacciato di morte in modi diversi". In una circostanza fu tenuto incatenato mani e piedi per un giornata intera. Si trattava, ha detto ancora Johnston, di rapitori "pericolosi ed imprevedibili". "Penso che siano un piccolo gruppo ispirato alla Jihad (guerra santa islamica).

"Volevano colpire l'Inghilterra" La loro era una agenda da 'Jihad', anche se non so chi fosse davvero dietro di loro. Non erano interessati al conflitto fra Israele e Palestina. Erano interessati piuttosto ad infliggere una pugnalata alla Gran Bretagna" dove è detenuto, fra gli altri, un dirigente di al-Qaida, Abu Qatada.