Gaza, quattro bambini e la madre uccisi da una cannonata israeliana

Un colpo sparato contro un miliziano palestinese è finito fuori bersaglio

Gerusalemme - Nelle stesse ore in cui le milizie palestinesi di Gaza si dicevano pronte a una tregua, una cannonata israeliana rischia di far saltare in aria anche quella flebile speranza: un ennesimo colpo finito fuori bersaglio, e che questa volta ha ucciso quattro fratellini palestinesi (il più piccolo aveva un anno, il più grande sei), investiti dall’esplosione insieme alla madre mentre facevano colazione in una casa di Beit Hanun, nel nord della Striscia. I bimbi sono morti sul colpo, la donna è deceduta in ospedale.

Nell’attacco è rimasto ucciso anche uno studente di 17 anni, Ayoub Atallah, anche lui investito per errore dalle schegge della cannonata, e infine il vero bersaglio, Ibrahim Hjouj, 25 anni, miliziano della Jihad Islamica. Colpito da una seconda cannonata, dopo che la prima aveva già fatto la strage.
«Noi chiediamo alle milizie di Hamas e a tutte le fazioni di rispondere a questo massacro e di essere pronte a difendere il popolo palestinese», ha dichiarato in una conferenza stampa a Gaza, Abu Zuhri, portavoce di Hamas. «Noi chiediamo di fare vendetta», ha detto. «Questo crimine è stato commesso sotto gli occhi della comunità internazionale e della comunità araba - ha aggiunto - nonostante tutti gli sforzi che si stanno facendo per giungere a una tregua. Questo dimostra che Israele non era interessato mentre noi la volevamo sinceramente. L’occupazione israeliana - ha concluso Hamas - si deve ora preparare a pagare il prezzo del massacro compiuto». Una minaccia immediatamente seguita dal lancio di una decina di razzi in direzione di Sderot.

«Questa aggressione israeliana non serve agli sforzi di chi sta tentando di negoziare una tregua e cerca di trovare una soluzione per la pace» ha dichiarato da parte sua il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas).
La mamma dei quattro bambini, Khadra Abu Moatiq, era la quarta moglie di un pastore beduino di 70 anni, Ahmed, capo di un piccolo harem. Vedovo di una delle mogli, vive a giorni alterni con le altre tre, dalle quali ha avuto complessivamente 15 figli. La sua preferita tuttavia era Khadra, la più giovane, con la quale in questa stagione in cui le pecore restano al pascolo fino a tardi, viveva in una tenda alla periferia di Beit Hanun, come prescrive la tradizione beduina. Questa mattina la donna, come era sua abitudine, alle prime luci del giorno era rientrata nella casa in città per preparare la colazione e cuocere il pane: con lei c’erano Musab 1 anno, Hama 3 anni, Saleh 4 anni e Rudaina 6 anni. È in questo momento che la povera costruzione di pietra è stata investita dalla cannonata.

Fonti locali hanno raccontato che poco prima un cecchino palestinese appartenente alla Jihad Islamica aveva aperto il fuoco contro una pattuglia israeliana che si trovava poco distante da Beit Hanun, ferendo lievemente un militare e subito dopo fuggendo. I soldati hanno risposto provando a colpirlo con una prima cannonata, che però lo ha mancato investendo invece la casa di Khadra, e infine centrandolo al secondo colpo. «Noi stiamo investigando su questo drammatico incidente» ha detto Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert.

«Hamas lancia operazioni armate contro Israele dall’interno delle proprie città - ha dichiarato il ministro della difesa israeliano Ehud Barak - e quindi è anche responsabile delle vittime che tali operazioni possono provocare fra la popolazione civile palestinese».