Gaza, ritiro di Israele Ma Olmert avverte: pronti a nuovi blitz

Chiusa alle prime ore dell’alba l’incursione terrestre dell'esercito,
ma i lanci di razzi palestinesi proseguono:
ancora bersagliate le città di Sderot ed Ashkelon. A Damasco 500mila in piazza contro l'attacco nella Striscia

Gaza - Si è conclusa alle prime ore dell’alba l’incursione terrestre israeliana nella zona di Jabaliya-Sajaya (Gaza), ma i lanci di razzi palestinesi verso Israele proseguono. Mentre gli ultimi mezzi blindati israeliani lasciavano la Striscia di Gaza, miliziani palestinesi sono tornati a bersagliare le vicine città israeliane di Sderot ed Ashqelon, dove un condominio è stato centrato da un razzo Grad. Complessivamente sono stati sparati sette razzi.

Raid notturni Nel corso della nottata l’aviazione israeliana ha compiuto a sua volta diversi raid nel tentativo di neutralizzare lanciatori di razzi. Cinque miliziani di Hamas, riferiscono fonti locali, sono stati uccisi. Complessivamente, a partire da mercoledì, oltre 100 palestinesi sono stati uccisi a Gaza dal fuoco israeliano. I miliziani, a loro volta, hanno ucciso due soldati israeliani a Jabaliya. Fonti militari a Tel Aviv hanno detto che il ritiro dei soldati è dovuto al fatto che la operazione si era "esaurita", ossia che la Brigata Ghivati aveva ormai terminato le perlustrazioni nella zona prescelta. Secondo la stampa, è prevedibile che nel prossimo futuro l’esercito israeliano lancerà all’interno di Gaza operazioni analoghe.

Hamas: abbiamo vinto Ma a Hamas la repentina partenza dei soldati israeliani è stata salutata come "una vittoria" per le milizie locali, le quali assicurano che proseguiranno nei loro attacchi. "Abbiamo trasformato Sderot in una città fantasma - ha detto ieri un dirigente di Hamas - e anche ad Ashqelon avverrà altrettanto". Migliaia di palestinesi sono scesi in piazza nella Striscia di Gaza per festeggiare il ritiro israeliano, stanno raggiungendo il campo profughi di Jabaliya, non distante da Gaza. Rappresentanti di Hamas stanno effettuando sopralluoghi nella zona dei combattimenti "per quantificare i danni".

Olmert: pronti nuovi raid A poche ore dal ritiro dei blindati israeliani dalla Striscia di Gaza il premier Ehud Olmert minaccia nuove operazioni contro il territorio palestinese. "Siamo ancora in mezzo ai combattimenti questa non sarà l’unica (offensiva)", ha detto il premier, secondo quanto riferito da una fonte, dinanzi alle commissioni Esteri e Difesa della Knesset. "Quel che c’è stato negli ultimi giorni non è un episodio isolato. È possibile tutto... Stiamo valutando raid aerei, offensive di terra e operazioni speciali".

Israele: contro Hamas sarà guerra vera Adesso Israele deve prepararsi a una vera guerra contro Hamas. Lo ha detto alla radio militare Zahi Hanegbi (Kadima), il presidente della Commissione parlamentare per gli affari esteri e la difesa. Hanegbi ha affermato che Hamas "è impegnato a creare a Gaza un regno del terrore", sostenuto militarmente dall’Iran. Nel governo di Ehud Olmert, ha aggiunto, solo due ministri su 25 sono favorevoli ad avviare contatti con Hamas. "Entro breve tempo - secondo Hanegbi - il governo prenderà la decisione che Zahal (acronimo delle forze armate) vada in guerra per abbattere il regime terroristico di Hamas, e per assumere il controllo sull’Asse Filadelfi (il confine fra Gaza e l’Egitto) e sul nord della Striscia di Gaza". "Non c’è alternativa" ha stimato Hanegbi. Un conflitto del genere, ha precisato, deve essere preparato minuziosamente, anche per quanto riguarda il richiamo di riservisti. "Tanto prima agiremo, tanto meglio", ha concluso.

Possibili altri raid Le forze dell’esercito israeliano continuano a trovarsi anche oggi, come sempre, nel territorio della Striscia di Gaza, e il ritiro dal campo profughi di Jabalyia è solo un temporaneo ritorno sulle posizioni consuete ma dalle quali è possibile, in ogni momento, lanciare nuove incursioni: lo precisa all’ANSA una fonte dell’esercito israeliano che parla a condizione dell’anonimato. Le unità della brigata «Givati» sono infatti ritornate sulle posizioni che occupavano prima dell’incursione a Jabalyia e che si trovano a ridosso della linea di frontiera fra la Striscia e Israele. Di incursioni come quelle di Jabalyia ne avvengono frequentemente e in varie zone della Striscia, ma normalmente si concludono dopo poche ore: a Jabalyia l’operazione è stata più lunga nella durata e ha avuto un maggior numero di obiettivi da raggiungere, e questo spiegherebbe anche la ragione dell’altissimo numero di vittime. "Terminata questa azione - ribadisce la fonte - non significa che entro brevissimo tempo non ne vengano condotte altre: anche per questo i canti di vittoria di Hamas sono fuori luogo, e loro lo sanno molto bene".

Dimostrazione anti-Israele: un morto in Cisgiordania Un ragazzo palestinese di 18 anni è stato ucciso presso Ramallah, in Cisgiordania, da un colono israeliano mentre una folla di dimostranti cercava di dare l’ assalto a un autobus di linea, nel contesto di una serie di manifestazioni anti-israeliane divampate in Cisgiordania in solidarietà con i palestinesi di Gaza. Il colono è stato fermato dalla polizia per accertamenti. La vittima è Muhammed Saleh Shreiteh, di 18 anni.

Auto bloccate: un colono spara Secondo la versione fornita da fonti militari israeliane, all’altezza della colonia di Talmon (Ramallah) circa 200 dimostranti palestinesi hanno invaso la principale arteria, hanno improvvisato una barricata e hanno attaccato i veicoli israeliani. I passeggeri di un autobus si sono sentiti in pericolo immediato di vita. Uno di loro ha aperto il fuoco per respingere gli assalitori: prima in aria, poi verso uno dei dimostranti.

Altre manifestazioni Oggi nuovi incidenti sono segnalati su diverse arterie della Cisgiordania. A Hawara (Nablus) un soldato è stato ferito da dimostranti palestinesi. Un altro soldato è stato ferito a Kalkilya, e un colono è stato ferito a Hebron. Dimostrazioni di protesta per le cruente operazioni militari israeliani dei giorni scorsi a Gaza sono avvenute anche a Gerusalemme est.

La Siria mobilita la piazza Centinaia di migliaia di siriani hanno manifestato oggi a Damasco in segno di protesta per le operazioni militari israeliane a Gaza. I manifestanti, che secondo alcune fonti erano circa 500mila, hanno esposto striscioni di condanna contro la "ferocia israeliana". Hanno partecipato alla protesta gli studenti delle scuole e delle università, gli impiegati statali e quelli del settore privato, i sindacati professionali e migliaia di palestinesi in rappresentanza delle fazioni e delle organizzazioni con sede a Damasco. Il parlamento siriano aveva condannato ieri le operazioni israeliane a Gaza, definendole crimini di guerra. Il parlamanto, secondo cui ciò che è accaduto nella Striscia "minaccia l’esistenza e la storia del popolo arabo", ha fatto appello ai paesi della regione e alla comunità internazionale a prendersi le proprie responsabilità e a fare pressioni su Israele per fermare definitivamente le ostilità.