Gaza, le tappe dell'offensiva israeliana

Tutto inizia il 14 dicembre, quando il leader di
Hamas, Khaled Meshaal, annuncia che il movimento islamista non rinnoverà la tregua con
Israele durata sei mesi. Il 24 dicembre i militanti palestinesi lanciano a lanciare i razzi su Israele, che risponde con un'offensiva aerea sulla Striscia tre giorni dopo

Gerusalemme - Le tappe dell'offensiva Israeliana contro Hamas nella Striscia di Gaza:

14 dicembre: il leader di Hamas, Khaled Meshaal, annuncia che il movimento islamista non rinnoverà la tregua con Israele durata sei mesi.

18 dicembre: Hamas dichiara la fine del cessate-il-fuoco mediata dall'Egitto.

24 dicembre: i militanti palestinesi ricominciano a lanciare razzi su Israele.

27 dicembre: Israele lancia l'offensiva aerea sulla Striscia.

28 dicembre: Hamas rivela che i bombardamenti hanno distrutto i laboratori dell'Università islamica, simbolo culturale di Hamas. Israele bombarda 40 tunnel tra l'Egitto e Gaza, spesso usati dai gruppi armati anche per il contrabbando di armi.

29 dicembre: le bombe colpiscono i centri di potere di Hamas, come il ministero dell'Interno e Israele dichiara l'area intorno alla Striscia «zona militare chiusa». Fitto lancio di razzi sul sud di Israele.

30 dicembre: il portavoce di hamas, Fawzi Barhoum, chiede ai gruppi palestinesi di colpire Israele «in tutti i modi possibili». Israele annuncia che l'offensiva durerà molte settimane.

31 dicembre: il leader di hamas, Ismail Haniyeh, dice ai palestinesi che «la vittoria è vicina». Riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell'Onu: al vaglio la risoluzione dei Paesi arabi che chiedono l'immediato cessate-il-fuoco, rinviata senza voto.

1 gennaio: ucciso in un raid aereo Nizar Rayyan, uno degli esponenti di spicco di Hamas. Il movimento islamista rifiuta la proposta di tregua formulata dall'Ue e proclama «il giorno della collera».

2 gennaio: migliaia di palestinesi in piazza, scontri con la polizia. Manifestazioni arresti e incidenti in diverse città arabe.

3 gennaio: alle 8.30 ora locale (19.30 ora italiana) inizia l'offensiva di terra di Israele nella striscia di Gaza; molti sono gli attacchi aerei a Gaza e gli attacchi di artiglieria nella zona di Rafah. In particolare, l'esercito israeliano bombarda un deposito di petrolio a Beit Lahiya, a nord della striscia di Gaza.

4 gennaio: continua l'offensiva di terra israeliana nella striscia di Gaza e gli episodi di violenza alla periferia della capitale Gaza City. Il coro di appelli del mondo alla tregua si fa sempre più insistente, ma secco è il «no» del presidente Shimon Peres. Dall'inizio dell'operazione iniziata il 27 dicembre, si contano 512 vittime palestinesi e 2.450 feriti.

5 gennaio: L'offensiva continua. Il ministro israeliano della Difesa, Ehud Barak, afferma: «L'operazione a Gaza prosegue secondo i nostri piani; la città è parzialmente assediata e le nostre forze hanno raggiunto gli obiettivi di terra prefissati». Intanto 5 bambini sono stati uccisi in due diversi attacchi, mentre sono 9 i palestinesi morti nel decimo giorno di attacchi.