Gazprom chiude i rubinetti all’Ucraina

da Milano

Sono fallite le trattative fra il gigante del metano russo Gazprom e l’Ucraina sul ripianamento del debito energetico di Kiev. Lo ha annunciato il portavoce di Gazprom, Serghei Kuprianov, sottolineando che da lunedì 3 marzo i flussi destinati all’Ucraina saranno ridotti del 25%: in pratica solo il gas centrasiatico che passa per i tubi russi arriverà a Kiev.
L’ennesimo braccio di ferro, rimandato nei giorni scorsi da un parziale saldo degli arretrati ucraini, è destinato a suscitare qualche timore in Europa, anche se Gazprom continua ad assicurare i rifornimenti diretti a Ovest. In ogni caso, a rassicurare i consumatori italiani resta il fatto che l’inverno, avviato alla fine, non è stato particolarmente rigido, e non è stato quindi necessario intaccare le scorte.
Ma nella «guerra del gas» del gennaio 2006, Kiev aveva fatto prelievi abusivi sui volumi in transito verso l’Europa dell’ovest, provocando problemi a molti Paesi dell’Ue.
La situazione torna dunque a farsi delicata, anche se non è escluso che l’accordo si trovi proprio in «zona Cesarini», come è avvenuto in un recente passato. Il Cremlino giorni fa ha reso noto un colloquio telefonico su iniziativa russa tra i presidenti Vladimir Putin e Viktor Yushchenko. I due hanno parlato proprio degli accordi sul gas raggiunti al bilaterale del 12 febbraio a Mosca, quando una nuova crisi del gas venne scongiurata.
Ma le dichiarazioni del portavoce del colosso dell’oro blu Sergey Kuprianov, chiariscono che Mosca non sta affatto scherzando: Gazprom dal 3 marzo alle 8 di mattina (in Italia) ridurrà le forniture all’Ucraina del 25% in caso la questione tra Gazprom e Kiev non venga risolta. «Non si può andare avanti così», ha detto ai giornalisti il braccio destro di Aleksei Miller, numero uno del gruppo. Minacciando il taglio «se i problemi accumulati non saranno regolati, nel rispetto dei propri interessi economici» e «in relazione al mancato pagamento del gas».
Secondo Kuprianov, il 14 febbraio a Kiev sono stati mandati una serie completa di documenti, per l’esame e la firma, ma finora nessuna risposta formale. «Nel frattempo, il consumo di gas russo continua, e per il momento in Ucraina il consumo non saldato è già arrivato a 1,9 miliardi di metri cubi».