Gazprom, il gas russo nelle case italiane

da Milano

L’attivismo in Europa e nel Mediterraneo di Gazprom, primo produttore mondiale di gas, non conosce soste. In seguito all’accordo del 2006 con Eni (produzione, distribuzione, cooperazione tecnologica) che estendeva al 2035 le forniture di gas russo all’Italia, lo stesso gruppo italiano aveva aperto ai russi le porte del mercato domestico: avrebbero potuto vendere direttamente ai consumatori finali in Italia 3 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Ovviamente serviva qualcuno che mettesse a disposizione una rete locale di distribuzione e vendita.
È di ieri la notizia che l’emiliana Enia, la veneta Ascopiave (con clienti in tutto il Nord Italia) e la lombarda Linea group (Crema, Cremona, Pavia, Lodi, Rovato) stanno trattando con Gazprom per una società comune. Alla joint venture potrebbe andare un miliardo di metri cubi di metano l’anno. Lo ha detto all’agenzia Reuters, Gildo Salton, presidente di Ascopiave, spiegando che i russi stanno trattando anche con A2A. All’affare del gas russo, secondo quanto riportato nei mesi scorsi dalla stampa, sarebbe interessato anche l’imprenditore delle acque minerali Bruno Mentasti, in buoni rapporti con i russi.
Ma è di ieri anche la notizia che Tripoli ha offerto a Gazprom di cooperare nella costruzione di un gasdotto dalla Libia all’Europa. Parte della capacità servirà, naturalmente, a portare gas col marchio Gazprom. Il gruppo russo, infatti, a seguito della visita in Libia dell’ad Alexei Miller ha concordato di iniziare le trattative per l’acquisto di gas e petrolio libico.
Riguardo le risorse di Tripoli, va ricordato che, sempre in base agli accordi del 2006, Eni aveva offerto a Gazprom proprie attività fuori dal territorio italiano per 350 milioni di euro. Tra queste, la prima sarà una partecipazione nel giacimento petrolifero libico Elephant, da 150mila barili al giorno, assett che potrebbe valere l’intera cifra.