Gazprom «numero due» del petrolio

da Milano

Il governo russo dovrebbe liberalizzare i prezzi interni del gas così da reperire i finanziamenti per l’industria del gas in Siberia e nell’estremo oriente del Paese. Lo ha detto, secondo l’agenzia di stampa Itar-Tass, il ministro dell’Industria e dell’Energia, Viktor Khristenko. Il governo metterà a punto entro fine anno un programma a favore dell’industria gasifera in queste regioni e di un sistema di trasporti unificato, «ivi comprese le destinazioni cinesi e del Sud Est asiatico». Alla Borsa di Mosca i titoli Gazprom hanno segnato un rialzo dell’8,27% a oltre 11 dollari e la capitalizzazione di Borsa del colosso russo del gas ha superato 267 miliardi di dollari, portandolo al secondo posto nella classifica mondiale delle «big oil» dietro all’americana ExxonMobil (393 miliardi) e davanti all’inglese Bp (254 miliardi).
Anche nella classifica generale delle società, Gazprom ha ormai superato il gruppo bancario americano Citigroup e si trova alle spalle di ExxonMobil, General Electric (355 miliardi di dollari) e Microsoft (280 miliardi). Secondo gli analisti, il balzo dei titoli Gazprom in Borsa è dovuto all’annuncio da parte di Morgan Stanley Capital International di voler aumentare, in due tappe il 31 maggio e in agosto, il peso del titolo negli indici Msci Emerging Markets index (dallo 0,38% al 4,79%) e nell’Msci Russia Index dopo che il colosso russo ha rimosso a fine dicembre i limiti alla partecipazione estera nel capitale.
Intanto il presidente russo Vladimir Putin, ha accusato gli europei di «concorrenza sleale» nei loro tentativi di bloccare l’espansione all’estero dei grandi gruppi energetici del Paese. «Malgrado la richiesta di risorse energetiche - ha detto - si tenta di bloccarci con il minimo pretesto»: meglio allora guardare ai Paesi del Sud Est del Pacifico che «crescono a ritmi straordinari e hanno bisogno di cooperare con noi».