«Gazprom sarà il primo gruppo del mondo»

da Deauville (Francia)

Gazprom, il gruppo russo attivo nel petrolio e nel gas, vuole diventare, anzi «diventerà» il primo gruppo mondiale per capitalizzazione non solo nel settore dell’energia, ma anche in assoluto. E questo avverrà entro sette-otto anni. Lo ha detto ieri a Deauville, in Normandia, il presidente della società Alexei Miller, che ha colto l’occasione dell’European Business Council (un vertice a cui partecipano i principali esponenti dell’industria europea) per mettere in chiaro le cose anche con l’Ue.
«Il petrolio potrebbe arrivare facilmente a 250 dollari al barile (oggi è intorno ai 140 ndr) e il prezzo del gas lo seguirà. L’Europa non fa il suo interesse se mette delle barriere a una collaborazione con noi e se ci crea degli ostacoli all’ingresso sul mercato», ha detto Miller. Il messaggio, che secondo fonti vicine a Gazprom voleva essere conciliante, ha però assunto un tono che è parso di avvertimento: «Le nostre riserve sono otto volte quelle di ExxonMobil e crescono più in fretta di quanto noi non riusciamo ad estrarre dai nostri giacimenti. Abbiamo in programma investimenti per trenta miliardi di dollari, che potranno ancora salire se ci sarà la necessità: l’Europa parla di diversificazione, noi invece vogliamo l’integrazione. Stiamo costruendo due nuovi gasdotti, il North Stream e il South Stream, per portarvi il nostro metano: voi temete di legarvi troppo alla Russia, ma non capite che in questo modo siamo noi che ci leghiamo all’Europa».
Gli ha fatto eco il vice presidente Alexander Medvedev, sostenendo che «con le imprese europee abbiamo i migliori rapporti degli ultimi quarant’anni, ma sono i politici che creano problemi perché credono che vogliamo impadronirci dell’Europa condizionandola con il gas».
Gazprom da parte sua ha importanti progetti di ricerca e sfruttamento nella piattaforma artica e nella Siberia orientale che garantiranno le forniture per un lunghissimo periodo. E questo senza impedire che ci siano progetti di vendita anche in Asia e negli Stati Uniti con il gas liquefatto. Insomma, ne è emersa una strategia a tutto campo, in cui Gazprom vuole crescere non solo nel gas, ma anche nella produzione petrolifera e in quella di energia elettrica: l’obiettivo di diventare il primo gruppo mondiale non sembra così lontano. Ma nello stesso tempo non sembrano neppure ingiustificati i timori europei: «I paesi Ue stanno tentando di entrare nei giacimenti dell’Asia centrale - ha detto Miller - ma l’unico risultato è che stanno spingendo al rialzo i prezzi perché c’è più domanda per la produzione di quei Paesi. Non illudetevi: gli unici che potranno aumentare la produzione di gas a lungo termine sono la Russia, il Qatar e l’Iran». Una posizione ragionevole, ma che di fatto lega ancora di più l’Europa a Gazprom: la partita tra Bruxelles e Mosca non finirà certo presto.