Gazzoni prepara il gran ritorno: «Premiati dai bilanci in regola»

Alessandro Ursic

Ognuno è libero di prenderla come vuole. Gianluca Pagliuca lo fa nel modo meno diplomatico: «Mi sento ringiovanito di dieci anni», dice quando gli viene chiesto cosa ne pensa dell’esclusione del Messina dalla serie A. Diversamente dal suo portiere, il presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni, ci va cauto. Dopo la decisione della Camera di conciliazione del Coni, per gli emiliani le porte del massimo campionato sembrano sempre più aperte. Ma Gazzoni non si illude. Sa che il Messina ricorrerà alla giustizia ordinaria, prima di tutto al Tar del Lazio: «Aspettiamo, ci mancano ancora due stadi da passare».
Quando il presidente messinese Pietro Franza accusa la società rossoblù di essere soffocata da debiti che la farebbero fallire in B e di essere appoggiata da delle lobby, Gazzoni però tira fuori le unghie. «Abbiamo avuto nove anni di serie A e bilanci con certificazione piena. Franza dice che abbiamo 220 milioni di debiti? Posso anche averli a livello personale, non come Bologna. Il Bologna fallirebbe in serie B? È un’ipotesi folle, come lo è dire che il Bologna è appoggiato da una lobby... Io sono consigliere federale, ma non ho votato sulla questione del Messina durante l’ultimo consiglio. Se Franza vuole che io mi dimetta dal Consiglio federale, mi dimetto anche domani».
Il punto, per Gazzoni, è che le regole non vanno ignorate. D’altronde è stato lui, un anno e mezzo fa, a lamentarsi del cosiddetto «doping amministrativo», riferendosi ai conti truccati di alcune squadre. «Se uno non paga l’Irpef e versa gli stipendi ai giocatori non rispetta le regole. La federazione ha imposto norme precise e perentorie, questa è l’unica via per risanare il calcio». Siamo di fronte a un’inversione di tendenza? «Può darsi».
Di regole parla anche Renzo Ulivieri, al ritorno sulla panchina del Bologna. «La sentenza mi fa piacere perché conferma che le decisioni della Federazione sono state giuste. Non si può dire che l’ultimo organo di giustizia sportiva abbia riammesso il Bologna, ma di fatto è al Bologna che spetterebbe di partecipare al campionato di serie A». Franza butta lì l’ipotesi di una A con 21 squadre, se il Tar del Lazio reintegrasse il Messina. Alternativa alla quale Gazzoni non si opporrebbe. «Ce ne possono essere anche 22: l’importante è rispettare le regole, punto».