Gb, arresti e chiusure: giornali spioni nel mirino Ora il terremoto colpisce tutto l’impero Murdoch

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Arrestato l’ex direttore del <em>News of the world</em>, perquisito il <em>Daily
Star</em>. E Renault toglie la pubblicità alle testate del magnate
australiano. Bufera anche su Cameron: in cella il suo ex portavoce Coulson, il premier tenta di smarcarsi: &quot;Disgustoso&quot;
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Londra - Primi due arresti eccellenti nello scandalo che ha travolto il domenicale britannico News of the world. Ieri mattina alle dieci e trenta la polizia ha arrestato l’ex vicedirettore del giornale, Andy Coulson e ha poi proceduto a una minuziosa perquisizione della sua abitazione. Poco dopo è stato fermato anche Clive Goodman, ex corrispondente reale del settimanale che nel 2007 era già stato condannato a quattro mesi di prigione per aver intercettato illegalmente alcuni membri della staff della Regina. E nel mirino degli inquirenti è finita anche la redazione del Daily Star dov’è attualmente impiegato Goodman. Sebbene il giornale abbia subito chiarito che non esistono prove che il giornalista abbia agito in modo illegale anche in veste di freelance per il Daily Star, la polizia ha perquisito per un paio d’ore la sua scrivania sequestrando anche alcuni dischetti del suo computer.

Ma a preoccupare maggiormente è la posizione di Coulson, accusato di aver cospirato per intercettare le comunicazioni e di aver corrotto alcuni membri della polizia per ottenere informazioni scottanti . Il suo arresto ha messo in enorme difficoltà il primo ministro conservatore David Cameron che una volta eletto l’aveva voluto al suo fianco come portavoce e direttore della comunicazione. Quando, alcuni mesi fa, il nome di Coulson era stato tirato in ballo dall’ex vice premier laburista John Prescott, il giornalista aveva scelto di dimettersi per motivi di opportunità. Cameron tuttavia ha sempre difeso la sua scelta, cosa che ha continuato a fare anche ieri quando le cose per Coulson si sono messe malissimo. «La responsabilità per la sua assunzione è mia e soltanto mia - ha dichiarato teso nel corso di una conferenza stampa -, ho dato a Coulson una seconda possibilità e non ha funzionato». Cameron continua a difendere la professionalità e l’amicizia del suo ex consulente, ma non ha potuto rimanere in silenzio dopo gli avvenimenti delle ultime ore. «Il Paese è sotto choc, ma andremo fino in fondo - ha sottolineato -. Lo scandalo è disgustoso e mostra la stampa libera che dice la verità, ma è anche importante che le persone al potere dicano la verità alla stampa». Il primo ministro ha annunciato l’avvio di un’indagine pubblica, guidata da un giudice, per fare luce sul modo in cui funzionano non solo la stampa, ma anche la polizia e la politica. «Adesso voglio una polizia trasparente e una stampa rigorosa. Libera nelle indagini, ma degna di fiducia. Questo è ciò che voglio io, questo è ciò che desidera la gente e l’otterremo».

Riguardo al ruolo nella vicenda dell’ex direttrice e ora amministratore delegato di News International, Rebekah Brooks, il primo ministro ha dichiarato che, se fosse stato per lui, avrebbe accettato le sue dimissioni. Dimissioni che invece sono state respinte con forza dalla proprieta di un gruppo che ha bisogno di un capro espiatorio e deve fare i conti con una situazione economica negativa, con gli inserzionisti pubblicitari sul piede di guerra. Il gruppo Renault, per esempio, è stato il primo a decidere di boicottare tutte le testate del gruppo inglese di Murdoch. «Alla luce della gravità delle accuse sulle intercettazioni - si legge in un comunicato pubblicato dal quotidiano Telegraph - al momento non abbiamo intenzione di fare inserzioni su nessuna delle testate di News international». E il gruppo possiede anche il Times, il Sunday Times e il Sun.

Sul fronte politico, inoltre, rimangono forti perplessità sui rapporti tra governo e Murdoch e su quello tra Cameron e Coulson. Davvero il primo ministro non sapeva nulla del passato non proprio cristallino del suo braccio destro? E se l’avesse scelto anche per quella certa fama di personaggio senza scrupoli? «Quando hai una missione politica parli con il capo della BBC e con il direttore del Guardian - ha rsiposto Cameron - e io l’ho fatto per cinque anni. Ma non abbiamo speso abbastanza tempo per capire se queste organizzazioni stessero tenendo una condotta corretta». Sempre ieri il direttore del Guardian Alan Rusbridger ha dichiarato in un’intervista televisiva di aver messo in guardia, prima delle elezioni, sia Cameron che l’attuale vice premier Nick Clegg sul passato di Coulson e sui suoi collegamenti con Glenn Mulcaire, l’investigatore privato che era stato condannato insieme con Goodman per le intercettazioni illegali.