Gb, Brown nei guai per un fuorionda: "Quella è fanatica". Poi chiede scusa

Il premier britannico dopo aver parlato con un'elettrice si sfoga: "Non mi avreste dovuto far parlare con quella fanatica"

Londra - L'ha fatta davvero grossa Gordon Brown. I sondaggi lo vedono in grossa difficoltà, l'economia va maluccio e, alla vigilia del terzo e decisivo confronto in tv con i suoi sfidanti il premier laburista ha commesso una gaffe talmente grossa da potergli costare cara, molto cara. Al termine di un comizio a Rochdale, nel nord-ovest dell’Inghilterra, Brown ha incontrato un’anziana vedova che da "laburista delusa" lo ha incalzato con alcune domande su immigrazione est-europea, assistenza sociale e debito pubblico. Brown le ha risposto un po' frettolosamente e poi, risalito in auto, inconsapevole di aver addosso un microfono acceso di Sky News l’ha definita "una fanatica". Aggiungendo ai suoi collaboratori: "Che disastro, non mi avrebbero dovuto far parlare con quella donna. Di chi è stata l’idea? È una cosa ridicola". Apriti cielo. Sky ha rimandato ossessivamente la registrazione rubata. E pensare che il "bagno di folla" a Rochdale era stato organizzato dallo staff laburista per portare il premier a più stretto contatto con gli elettori in vista delle elezioni, in salita, del 6 maggio.

Poi si scusa per mezzora Dopo la terribile gaffe, che rischia di macchiare l’immagine pubblica di Brown, il premier si è recato a casa della donna, dove si è intrattenuto per più di mezzora, per scusarsi di persona. Ai giornalisti il premier ha detto che non aveva capito bene cosa la donna le aveva chiesto.

Stasera l'ultimo duello in tv Il duello di stasera in tv - il terzo e ultimo - potrebbe essere quello decisivo. Si parlerà dell’argomento che, stando ai sondaggi, più sta a cuore agli elettori: la crisi economica. Grandissima attenzione per le ricette:  laburisti, conservatori e liberal-democratici fino ad ora sono stati un po' evasivi. Ora dovranno uscire allo scoperto. Con un deficit che ha raggiunto i 235 miliardi di dollari, il Regno Unito si trova infatti davanti alla prospettiva di soffrire il maggior taglio del welfare dalla Seconda Guerra Mondiale, con un probabile aumento della pressione fiscale e un tasso di disoccupazione che non pare destinato a scendere rapidamente.

Uscire allo scoperto Il premier laburista uscente Gordon Brown e i leader Tory, David Cameron, e Lib-Dem, Nick Clegg, non potranno d’altronde nascondersi troppo dato che i sondaggi dicono che la fiducia degli elettori nei maggiori partiti è al minimo storico: la mancanza di una strategia chiara potrebbe alimentare ulteriormente l’astensione o favorire il voto di protesta. Per Brown si tratta dell’ultima spiaggia, dopo la gaffe elettorale che non ha certo migliorato la sua immagine: in un involontario fuori-onda, ha definito «fanatica» una vecchietta che lo aveva criticato sulle politiche del governo in materia di immigrazione. Dalla sua, l’attuale premier ha tuttavia la pluriennale esperienza come Cancelliere dello Scacchiere, che lo rende il più esperto fra i tre candidati in campo economico.

L'ago della bilancia Clegg da parte sua cerca il salto definitivo da "ago della bilancia" a Primo ministro credibile, nonostante una possibilità di vittoria dei Lib-Dem appaia remota: ma fino a due settimane fa era data per impossibile, mentre i sondaggi danno ora i Tory al 33% e i Liberal-Democratici staccati di appena tre punti percentuali, davanti al Labour ormai ridotto a terza forza (pur tenendo presente che a causa della legge elettorale le percentuali non si traducono automaticamente in seggi e il Labour potrebbe mantenere la maggioranza relativa pur arrivando terzo nel voto popolare). I Conservatori contano sul fatto che l’elettorato Tory (o quello laburista, se è per questo) è ben più fedele alla causa che non gli entusiasti dell’ultim’ora arruolati dai Lib-dem, che potrebbero volatilizzarsi se Clegg dovesse rivelarsi meno brillante del previsto.