Gb, governo contro le norme Ue sui diritti umani "Per un gatto non ci fa espellere i clandestini"

Theresa May, ministro degli Interni, si è scagliata contro la Convenzione europea sui diritti dell'uomo, che rende difficili i rimpatri: &quot;Dobbiamo tenerci i clandestini solo perché hanno un gattino&quot;. Il ministro della Giustizia insorge, ma Cameron sarebbe d'accordo con la May. <a href="http://www.ilgiornale.it/sondaggio_1a.pic1?PID=285" target="_blank"><strong>E' giusto? Di' la tua</strong></a>

Londra - Il premier britannico David Cameron vuole abbandonare la Convenzione dell'Unione europea sui diritti dell'uomo, secondo quanto riporta il Times. 

Nei giorni scorsi il tema aveva scatenato un dibattito: il ministro degli Interni, Theresa May, si è detta convinta "personalmente" che fosse necessario per la Gran Bretagna abbandonare la carta. "Sappiamo tutti cosa succede con la Convenzione dei Diritti umani. Come lo spacciatore immigrato illegalmente che non può essere rimandato a casa perché la figlia - che nemmeno mantiene - vive qui. O come i clandestini che non possono essere mandati via perché, e non sto esagerando, magari hanno un gattino". Il ministro si riferiva ad un immigrato boliviano che, basandosi sull'articolo 8 della Convenzione, era riuscito ad imporre il suo diritto ad una "vita familiare" dignitosa, solo perché viveva con il suo gatto.

Il discorso della May, tenuto al Congresso dei Tories, è stato apprezzato da tutti i partecipanti ad eccezione del ministro della Giustizia, Kenneth Clark, secondo il quale questa visione mistificherebbe la normativa europea sui diritti umani. 

Il dibattito - che si è meritato l'appellativo di catgate - è destinato a crescere, se l'indiscrezione del Times si rivelasse esatta: Cameron, che oggi chiuderà con il suo discorso il congresso, avrebbe infatti deciso di sposare la linea della May.