Gb, governo nel caos per gli embrioni "chimera"

Messo alle strette dai tre ministri cattolici del
suo governo, il premier Gordon Brown è pronto a concedere "libertà di voto" quando i
Comuni saranno chiamati ad approvare la legge che consente di creare i cosiddetti embrioni
chimera, ibridi uomo-animale per la ricerca sulle cellule staminali

Londra - Nuove, incandescenti polemiche in Gran Bretagna sulla legge di iniziativa governativa che a titolo sperimentale e a fini terapeutici dà luce verde agli "embrioni chimera" composti di materiale umano e animale: molti scienziati - genetisti in testa - sono scesi oggi in campo a difesa della legge attaccata con asprezza dalla gerarchia cattolica e hanno lanciato appelli al primo ministro laburista Gordon Brown perchè non si faccia condizionare e tenga duro.

Lord Winston, massima autorità del Regno Unito nel campo della fecondazione artificiale, ha avuto parole di fuoco nei confronti della gerarchia cattolica britannica che - in testa il cardinal Cormac Murphy-ÒConnor, primate in Inghilterra e Galles - ha usato le omelie pasquali per tuonare contro gli "embrioni Frankenstein" e chiedere a Brown di concedere ai deputati laburisti di votare in materia secondo coscienza e non in base alla disciplina di partito.

"Le dichiarazioni del cardinal ÒConnor - ha affermato lord Winston - sono esagerate. Traggono in inganno. E purtroppo quando la chiesa dice il falso si discredita. Rischia di rovinare la propria integrita". Il professor Winston fa parte del gruppo laburista alla camera dei lord e ha stigmatizzato il fatto che la chiesa cattolica britannica (forte di circa cinque milioni di fedeli) ha presentato in una luce sinistra la legge ed evocato lo spettro di "procedure grottesche e di un «attacco alla santità e dignità della vita umana". Al pari della stragrande maggioranza dei ricercatori, Gordon Brown è a favore degli embrioni chimera.

Li considera fondamentali per il progresso della medicina e per la cura di molte gravi malattie. Per questo ha insistito perchè ai Comuni la maggioranza voti secondo le sue direttive. Ieri però ha fatto sapere che è pronto ad un "accomodamento" con i tre ministri cattolici del suo governo che minacciano le dimissioni se non sarà data ai deputati laburisti libertà di voto sulla questione.