Gb, protesta contro gli operai italiani: "A casa"

Centinaia di tute blui delle raffinerie <em>Total</em> in piazza per protestare contro l'invasione del mercato da parte di italiani e portoghesi. L'azienda: &quot;Un'impresa italiana ha vinto un appalto, ma nessun posto di lavoro è a rischio&quot;. Lombardo: &quot;Pronti a bloccare il rigassificatore inglese a Siracusa&quot;

Londra - La protesta contro l’arrivo di operai italiani e portoghesi nella raffineria Lindsey Oil, nell’Est dell’Inghilterra, si è estesa a tutto il Regno Unito. Centinaia di lavoratori britannici hanno incrociato le braccia a Grangemouth, in Scozia, a Wilton, nel nord est dell’Inghilterra, e ad Aberthaw, nel sud del Galles a sostegno dei colleghi del Lincolnshire impiegati in un impianto della Total. All’origine della protesta, iniziata mercoledì scorso, la scelta, da parte della compagnia petrolifera francese, dell’impresa italiana Irem per la costruzione di una nuova raffineria: un appalto da 220 milioni di euro con l’impiego di operai italiani e portoghesi. La Irem spa è un gruppo di Siracusa attivo nel settore delle costruzioni e montaggi meccanici, con filiali in Francia, Belgio, Svizzera, Spagna, Libia e Azerbaigian.

Manifestazioni A Lindsey lo sciopero continua senza incidenti e con la polizia che controlla la situazione a distanza. "Vogliamo giustizia, vogliamo che i nostri associati abbiano l’opportunità di lavorare, non soltanto qui ma in tutto il Regno Unito" ha detto Bernard McAuley del sindacato Unite, la sigla più importnate del paese. In un comunicato diffuso oggi, la Total fa sapere che l’appalto vinto dalla Irem non pregiudicherà i posti di lavoro esistenti. "Non ci saranno licenziamenti" ha sottolineato la compagnia francese.

Protesta ufficiale di Lombardo "È indispensabile chiarire subito la vicenda dello sciopero contro i lavoratori della siciliana Irem alla raffineria inglese nel Lincolnshire altrimenti - secondo il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo - si potrebbero anche interrompere le trattative per il rigassificatore Erg-Shell a Priolo, proprio in provincia di Siracusa, cioè la città sede della Irem. Interesserò il Ministero degli Esteri per chiarire i contorni di questa vicenda - spiega Lombardo -, ma non c’è dubbio che se fossero confermate le notizie riportate in queste ore, in merito a odio xenofobo e razziale contro i siciliani, la Regione siciliana non avrebbe alcuna esitazione a interrompere le trattative con il gruppo Erg-Shell, che dall’Inghilterra propone di insediare un rigassificatore a Priolo, proprio in provincia di Siracusa".

L'ambasciatore Aragona "Comprendo l’ansia dei lavoratori britannici per l’attuale situazione economica: anche in Italia i lavoratori sono preoccupati per la crisi. Ma in questo caso l’azienda italiana ha vinto l’appalto rispettando sia le regole britanniche che quelle UE". Lo ha detto l’ambasciatore italiano nel Regno Unito Giancarlo Aragona alle telecamere dell’emittente britannica Sky News. L’ambasciatore è stato intervistato a seguito della protesta dei lavoratori britannici suscitata dalla vittoria di un appalto da parte di un’azienda italiana, la Irem, presso la raffineria Lindsey Oil di Grimsby - Lincolnshire. "Non conosco i dettagli del contratto - ha proseguito l’ambasciatore, al quale è stato chiesto un commento riguardo al fatto che l’azienda italiana avrebbe rifiutato di assumere mano d’opera britannica - ma è legittimo per una società subappaltatrice straniera servirsi della propria mano d’opera specializzata per l’esecuzione di un contratto". A questo proposito la Irem ha chiarito che data la brevità dei tempi concessi per l’esecuzione dei lavori, solo i propri operai specializzati sono in grado di completare le operazioni nei tempi previsti e consentiti dal contratto.