Gb, proteste universitari Occupata la sede dei Tory Tafferugli con la polizia

Una manifestazione pacifica di protesta contro il nuovo piano del governo britannico sul mondo universitario si è trasformata in <strong><a href="/esteri/le_guerriglia_studenti_incendia_londra/11-11-2010/articolo-id=486046-page=0-comments=1">una guerriglia.</a></strong> Occupata la sede del partito dei Tory, scontri con la polizia: 14 feriti, 35 arrestati. <strong><a href="/video/le_proteste_londra/id=Proteste_Gb" target="_blank">Guarda il video
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Londra - A migliaia di studenti il nuovo piano del governo britannico sul mondo universitario non piace. Erano infatti in 50mila quelli che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal sindacato nazionale degli studenti (Nus) - la prima contro il governo di coalizione - vicino la sede del partito conservatore. Una parte del gruppo però ha abbandonato il carattere pacifico della protesta e ha deciso di irrompere nella hall di Millbank Tower, un edificio non lontano dal parlamento e che ospita il partito dei Tory.

Scontri Armati di bastoni, alcuni manifestanti hanno occupato l’edificio, distrutto la reception e le telecamere a circuito chiuso, infranto i vetri di alcune finestre e demolito parte del soffitto. I funzionari sono stati costretti a evacuare il palazzo. La polizia ha messo in guardia contro alcuni blocchi di cemento gettati dal tetto dell’edificio e decine di agenti in tenuta antisommossa sono poi intervenuti per respingere l’assalto. "Ci aspettavamo una manifestazione pacifica", ha dichiarato la vice assistente del capo della polizia di Londra, Rose Fitzpatrick, ammettendo la sorpresa che ha colto le forze dell’ordine. Trentacinquer sono finiti in manette. Quattordici i feriti.

Condanne Aaron Porter, presidente del Nus, ha fermamente condannato le violenze. Resta però il malcontento del mondo studentesco per il provvedimento annunciato dal governo, che porta a un aumento sostanziale delle rette universitarie. E' previsto infatti un incremento del limite massimo delle rette annuali da 3.290 sterline a 6.000 sterline, arrivando a 9.000 solo in "circostanze eccezionali", con l’impegno da parte dell’ateneo di assegnare un numero maggiore di borse di studio per i laureandi di famiglie meno ricche. 

Il premier Interpellato da Pechino, dove si trova in visita alla guida di una delegazione di oltre 40 imprenditori, il premier David Cameron ha spiegato che la disposizione ha due obiettivi: "Assicurare che le nostre università siano meglio finanziate" e mantenere bassi i costi "per gli studenti stranieri". "In passato - ha sottolineato il capo del governo -, abbiamo aumentato le rette per gli studenti stranieri per mantenere basse quelle per i nostri studenti". L’obiettivo - ha aggiunto - è "tenere sotto controllo gli aumenti delle rette per gli studenti stranieri".

Il fronte politico Alla camera dei Comuni, invece, il leader liberaldemocratico Nick Clegg, vicepremier del governo di coalizione, è stato incalzato dalla viceleader dell’opposizione Harriet Harman, che ha accusato i libdem di "essersi fatti traviare" dai conservatori sul tema delle università. "Ad aprile aveva detto che un aumento delle rette fino a 7.000 sterline all’anno sarebbe stato un disastro - ha chiesto la Harman- , che parola userebbe per definire rette di 9.000 sterline?".

La risposta Clegg ha ammesso che il suo partito non è stato in grado di "realizzare le politiche che sosteneva quando era all’opposizione, ma di aver comunque delineato un piano "progressista" nell’ambito del quale gli studenti più ricchi pagheranno di più per permettere a quelli di famiglie meno abbienti di andare all’università". Che i rapporti tra governo e mondo studentesco siano abbastanza tesi lo dimostra il fatto che, dall’annuncio dei tagli sia Clegg che il suo ministro per le Attività produttive Vince Cable siano stati molto reticenti a incontrare gli universitari: due loro interventi all’università di Oxford sono stati cancellati e non è stata ancora fissata un’altra data.