Gb, scandalo rimborsi Si è dimesso Martin: lo speaker della Camera

Lascerà la carica il 21 giugno: è la prima volta in 300 anni. Brown: "Nessun parlamentare laburista che abbia
violato le regole sarà candidato"

Londra - Si allarga lo scandalo in Gran Bretagna. Si dimette lo speaker della camera dei Comuni, Michael Martin, travolto dalla fuga di notizie sui rimborsi facili delle spese dei parlamentari. Lascerà la carica il 21 giugno prossimo.

E' la prima volta in 300 anni che lo speaker della Camera si dimette. Martin, 63 anni, alla guida della Camera dal 2000, è stato accusato da più parti di aver chiuso un occhio su richieste eccessive di rimborsi e di non aver garantito effettiva trasparenza in materia. Le pressioni su Martin, giunte da più parti, si sono rafforzate dopo che ieri 23 deputati hanno approvato una mozione di sfiducia nei suoi confronti presentata dai conservatori. Il numero dei voti era insufficiente, ma il messaggio era chiaro. E i conservatori, che sperano in una vittoria alle prossime elezioni, non vogliono fermarsi qui. "Rimuovere Michael Martin non è la fine, è l’inizio. Un nuovo speaker deve essere riformista", ha detto Douglas Carswell, il deputato conservatore che ha presentato la mozione di sfiducia.

Niente indagini sulla fuga di notizie Scotland Yard non indagherà su come i documenti sui rimborsi spese dei deputati britannici siano finiti al Daily Telegraph, che poi ha fatto esplodere lo scandalo. Magistrati e capi della polizia hanno concluso che una simile indagine "non sarebbe nell’interesse pubblico". Era stato proprio lo speaker Michael Martin a chiedere l’intervento della polizia sulla fuga di notizie, apparendo più preoccupato del fatto che fossero venute a galla le "spese allegre" dei deputati, che di far luce sul sistema dei rimborsi. 

Brown, linea dura E il premier laburista Gordon Brown, che non è voluto entrare nel merito della decisione di Martin,  ha annunciato la linea dura del partito: "Sul problema più ampio - ha aggiunto Brown - posso dire che nessun parlamentare laburista che abbia violato le regole verrà candidato alle prossime elezioni".