GdF privata: rinvio al 1° luglio

da Milano

Nuove nubi si sono addensate sul progetto di fusione tra Suez e Gaz-de-France con la decisione del Consiglio costituzionale di differire la privatizzazione di GdF al primo luglio, lasciandola preda di rischi politici, giuridici e finanziari. Mentre il governo e i due gruppi si sono rallegrati del fatto che la privatizzazione è stata ritenuta conforme alla Costituzione, opposizione, sindacati e molti analisti ritengono che il rinvio al passaggio dello Stato dall’80 al 34% nel capitale di GdF di fatto dia un colpo mortale al progetto. Nonostante il Consiglio precisi che le due società possono andare avanti secondo la loro tabella di marcia, sono in molti a rilevare le difficoltà a portare avanti il progetto in periodo elettorale. In caso di vittoria alle presidenziali della candidata socialista Ségolène Royal, si ritiene probabile che possa annullare il decreto di privatizzazione di GdF contro cui si è battuta tutta la sinistra. Dubbi sul futuro del progetto sussistono anche in caso di vittoria del candidato di centro-destra Nicolas Sarkozy, che non ha mai nascosto le sue resistenze verso le nozze tra Suez e Gaz-de-France. Il rinvio della privatizzazione al primo luglio pone anche il problema delle parità di concambio, in quando secondo i mercati sarà difficile fare accettare agli azionisti una parità fissata a febbraio che, forse, non rifletterà il valore effettivo delle aziende 5 mesi più tardi.