Gdf, Visco non ha la delega ma incontra il comandante

Il caso Visco riserva ogni giorno nuovi colpi di scena. Come quello che racconta Italia Oggi in edicola: martedì mattina il neo comandante generale della Guardia di finanza Cosimo D’Arrigo ha avuto un incontro di oltre mezz’ora con il vice ministro Vincenzo Visco, nell’ufficio di quest’ultimo a piazza Mastai a Roma. Un appuntamento che suscita stupore visto che il ministro Tommaso Padoa-Schioppa aveva ritirato «temporaneamente» le deleghe sulla Guardia di finanza al proprio vice, dopo i contraccolpi del braccio di ferro con l’ex comandante Roberto Speciale e soprattutto le denunce di ingerenze e minacce firmate da quest’ultimo. Come mai D’Arrigo è quindi andato in visita da Visco? I casi non sono molti. O il ritiro delle deleghe ancora non è stato ufficializzato; il ritiro in pratica è rimasto tanto annunciato quanto mai concretizzatosi, determinando così un altro pasticcio ai tanti che hanno già segnato questa storia. Oppure tra i due c’è stato un incontro informale, non ufficiale. Con le inevitabili polemiche che iniziative di questo tipo possono determinare. Del resto quanto Visco ci tenga alla Guardia di finanza lo si era capito, ce ne fosse ancora bisogno, non più tardi di lunedì. Proprio alla cerimonia di insediamento di D’Arrigo al comando generale, Visco si è presentato con al seguito il suo staff capeggiato dal capo segreteria Giovanni Sernicola. Presenze che hanno sollevato più di una perplessità e qualche chiacchiera tra i presenti. È di dominio comune nelle Fiamme gialle il retroscena della repentina convocazione proprio di Sernicola in procura, a piazzale Clodio, settimana scorsa. Il pm Antonangelo Racanelli che indaga sulle pressioni denunciate da Speciale ha dovuto interrompere la deposizione del generale Flavio Zanini, altro collaboratore di Visco, visto che quest’ultimo rispondeva spesso con «non ricordo» , «non ho in mente, questo lo sa Sernicola». Facendo insospettire e perdere la pazienza al Pm.
Proprio tra qualche giorno anche Visco verrà convocato in procura per essere sentito sulle ingerenze che avrebbe esercitato su Speciale. Il procuratore capo Giovanni Ferrara e Racanelli ancora non hanno formalizzato l’invito ma è assai probabile che Visco verrà interrogato tra venerdì e inizio della prossima. I magistrati devono però decidere in che veste convocarlo. Se come testimone o come indagato dopo le accuse formulate nelle deposizioni fin qui raccolte. Una questione che ancora non è stata risolta negli uffici della procura.
I magistrati, infatti, stanno valutando tutte le accuse finora verbalizzate per capire se si rende doverosa l’iscrizione del vice ministro nel registro degli indagati. Con conseguente passaggio del fascicolo al Tribunale dei ministri. Tra l’altro proprio domani a L’Aquila, alla presenza del presidente della Repubblica, si festeggia il 233° anniversario della Guardia di finanza. Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa avrà così la sua seconda occasione in pochi giorni per rivolgersi ai militari del Corpo, dopo l’insediamento di Cosimo D’Arrigo avvenuto lunedì al Comando generale. Chissà se per rasserenare gli animi il ministro riterrà necessario farsi accompagnare da Visco, visto le polemiche che lo hanno investito quando ha presenziato alla cerimonia d’insediamento di D’Arrigo.
Sarà comunque un’impresa difficile risollevare l’umore. E non solo in attesa che la procura di Roma decida i prossimi passi sulle ingerenze denunciate da Speciale. Si sono addensate altre nubi con l’inchiesta su appalti e finanziamenti pubblici della procura di Catanzaro e la perquisizione al capo di Stato maggiore, il divisionario Paolo Poletti, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata.
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