Gelli e la Loren: nell’urna i voti sberleffo

Anche nei palazzi della politica c’è sempre qualcuno che ha voglia di scherzare. Così, persino durante le votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica non mancano mai le schede annullate e i voti-sberleffo, dati per pura provocazione, irrisione, goliardia. Nel ’78, quando fu eletto Sandro Pertini, qualcuno votò per il costruttore Gaetano Caltagirone. Nell’85, nella seduta lampo che servì per eleggere Cossiga, un gruppo di buontemponi diede quattro voti a Licio Gelli, mentre un altro infilò nella scheda un biglietto ferroviario. Nel ’92 un voto andò a Sofia Loren, un altro ad Antonio Di Pietro (allora ancora impegnato con il pool Mani Pulite). Nessuno si stupì quando arrivò una preferenza anche per «l’onorevole Trombetta», del famoso sketch di Totò: il voto era stato dato da Maurizio Gasparri perché, spiegò, «lui almeno faceva ridere».