La Gelmini: "Un discorso di buon senso ma io non ne approfitto"

Il ministro: "Condivido il richiamo a non ricominciare sempre da capo. In aula siamo disponibili al dialogo sul decreto, però se ci costringono chiederemo la fiducia"

Roma - Le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, suonano come un invito al ministro Mariastella Gelmini ad andare avanti lungo la strada intrapresa, ma intanto l’opposizione fa ostruzionismo in Parlamento. Alla Camera, dove è in discussione il decreto legge che prevede il ritorno del voto in condotta e il maestro unico alle elementari, il dibattito ieri sera è andato avanti fino a mezzanotte per smaltire il diluvio di interventi dell’opposizione. E il leader del Pd, Walter Veltroni ha attaccato a testa bassa il governo, accusandolo di voler distruggere la scuola.

Ministro Gelmini, il capo dello Stato ha difeso la necessità dolorosa dei tagli così come di un profondo rinnovamento del sistema scolastico.
«Non voglio strumentalizzare le parole del presidente che nel suo discorso si è rivolto a tutti noi, maggioranza ed opposizione. Posso dire che le trovo ampiamente condivisibili. Mi è piaciuto l’invito ad un confronto sul tema della scuola che non sia viziato da eccessive polemiche. Condivido anche il richiamo a non ricominciare sempre da capo. Sono parole di grande buonsenso nelle quali ciascuno di noi può facilmente riconoscersi».

Napolitano invita al dialogo e al confronto, intanto però alla Camera l’opposizione vi accusa di aver blindato il decreto legge e dunque appare intenzionata a sbarrare la strada al provvedimento con una pioggia di interventi e di emendamenti.
«Ovviamente il governo si augura un ampio confronto parlamentare su un tema tanto complesso. Purtroppo però è evidente che da parte dell’opposizione non c’è volontà di affrontare un contraddittorio ma soltanto di fare ostruzionismo. Gli interventi alla Camera non sono tesi a migliorare il testo, non appaiono costruttivi, vogliono soltanto frenare il cammino del cambiamento, bloccando il decreto».

Pensa che il governo possa arrivare a chiedere la fiducia per accelerare i tempi?
«Noi vorremmo evitarlo. Sulla scuola è necessario allargare la discussione e confrontarci con tutti i punti di vista. Non siamo noi a voler irrigidire le nostre posizioni. Confidiamo in un cambio di atteggiamento da parte della sinistra ed auspichiamo che mostri una volontà di dibattito su temi concreti che interessano i nostri ragazzi, gli insegnanti e le famiglie. Speriamo quindi di non essere costretti a ricorrere alla fiducia».

Difficile individuare una volontà di dialogo nelle critiche lanciate ieri da Veltroni che accusa il governo di non volere attuare riforme ma di fare solo tagli.
«Noi lavoriamo per migliorare la scuola. A Veltroni le cose stanno bene così come sono? Come si può voler mantenere questo stato delle cose? La nostra scuola sta vivendo un momento delicatissimo. I livelli di dispersione scolastica sono ancora molto alti e i casi di bullismo in aumento. Sono patologie che dobbiamo affrontare con rapidità: ecco l’urgenza di varare il decreto al più presto. Ribadisco la nostra massima disponibilità al dialogo. Siamo pronti a discutere però poi noi vogliamo decidere. I nostri figli non possono attendere ancora. Hanno diritto ad avere subito una scuola migliore. L’opposizione ha deciso che è meglio difendere i piccoli interessi di piccole corporazioni invece che gli interessi basilari dei docenti, delle famiglie e degli studenti? Faccia pure, noi continueremo a lavorare e ad impegnarci».

La Cgil invoca la piazza.
«Mi auguro che il Pd non si accodi alla Cgil perché sarebbe davvero un errore».