Gelmini: «Molti ci chiedono di entrare nel Ppl»

«Non scioglieremo oggi Forza Italia...» assicura Roberto Formigoni un attimo prima di entrare all’assemblea regionale degli azzurri che si preparano a diventare Popolo della libertà. Una tappa per volta e la prossima è la scelta del nome, che avverrà con un referendum tra i cittadini, come annunciato da Silvio Berlusconi. Poi sarà la volta delle primarie per la scelta dei coordinatori: elezioni vere e proprie in cui i cittadini saranno chiamati a scegliere chi preferiscono alla guida del partito in città. Spiega il presidente della Regione, motore della nuova formazione politica: «A gennaio si svolgeranno i congressi in vista della Costituente del nuovo partito. Poi saranno convocate le primarie per scegliere i coordinatori». Berlusconi l’aveva annunciato durante la svolta di piazza San Babila: «Sarà la gente a scegliere i vertici e anche il nome». Adesso si passa alla fase operativa.
Sabato e domenica prossima sarà un altro weekend di gazebo per raccogliere le «preiscrizioni» al Ppl e votare il nome preferito con cui battezzare il movimento del centrodestra. Il luogo dell’assemblea del Popolo della libertà che sarà è via Corridoni, solitamente sede delle riunioni di sinistra, un po’ il contraltare di piazza di Pietra a Roma: incontri del Pd e conferenza stampa del Cavaliere nello stesso luogo. E fa un po’ effetto vedere gli azzurri chiacchierare sul selciato che ha ospitato tante riunioni diessine. Segnali d’immagine dell’intesa che avanza.
Tra le novità a effetto immediato, la nascita di un nuovo nome per il gruppo in consiglio regionale: Forza Italia - Verso il partito dei liberali e dei moderati. Accadrà la prossima settimana: già oggi il capogruppo azzurro, Giulio Boscagli, metterà il cambio nome all’ordine del giorno della prossima riunione e non è escluso che la parola «libertà» entrerà nelle nuove targhette del partito. La formazione può fare da polo di attrazione anche per gli scontenti di altri partiti. La coordinatrice regionale azzurra, Mariastella Gelmini, ne è convinta: «Ci sono esponenti appartenenti alla ex Casa delle libertà pronti ad aderire: sindaci, esponenti nazionali ma anche consiglieri comunali e regionali». Insomma, è in arrivo qualche scossone. In consiglio comunale e provinciale, invece, bisognerà aspettare. «Non ho ancora ricevuto indicazioni» conferma il capogruppo azzurro a Palazzo Marino, Giulio Gallera. Ma i cambiamenti sono nell’aria.
Come ha spiegato Silvio Berlusconi durante il collegamento telefonico, gli iscritti a Forza Italia (i tesserati) passeranno automaticamente al nuovo partito (a meno di un loro esplicito desiderio contrario). Al posto dei congressi si svolgeranno assemblee per preparare i dirigenti alla Costituente di gennaio. Non saranno scelti segretari, ma coordinatori che traghetteranno il partito all’appuntamento della svolta. «Stiamo discutendo delle primarie per i nuovi vertici» spiega la Gelmini. E anche Tiziana Maiolo, vicecoordinatrice di Forza Italia e assessore della giunta Moratti, è soddisfatta del ricorso agli elettori: «Mi piace l’idea di un partito movimentista. È giusto che si facciano largo coloro che hanno contatto con la gente e radicamento sul territorio. Ecco perché le primarie possono essere una buona soluzione».
Quel che è certo è che Berlusconi ha giurato che vuole far fuori «i parrucconi». Formigoni, dall’alto dei suoi sessant’anni con un grande futuro dietro le spalle, assicura che non si tratta di una questione anagrafica, perché la “parrucconità” è un luogo dello spirito: «C’è chi è parruccone a trent’anni, chi non lo è a ottanta».