Gelmini: "No all'ideologia del 18 politico"

Il ministro rivendica con orgoglio il proprio decreto e rilancia: "Evitare il falso egualitarismo che ha reso la nostra classe insegnante tra
le meno pagate d’Europa e la nostra società tra le meno eguali d’Europa&quot;. L'impegno: &quot;Almeno un'università italiana si deve classificare fra le prime cento al mondo&quot;. <a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani"><em><strong>Protesta continua: di' la tua</strong>
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Montecatini Terme - E' fermamente convinta di lavorare nella giusta direzione, anche se è consapevole di farlo su un terreno minato, quale da decenni è quello della scuola e dell'università. Ma lei non demorde. "Dobbiamo avere il coraggio di cambiare: chi sta con i giovani deve percorrere strade nuove" dice il ministro Mariastella Gelmini. Parlando ai giovani dei Circoli del Buongoverno il ministro dell’Istruzione rivendica l’umiltà del suo impegno in questo settore e la voglia di dare un contributo al Paese. Il ministro rivendica anche, con orgoglio, il decreto legge sull’Università sottolineando che "il diritto allo studio non significa averla sotto casa". La Gelmini sottolinea che l’offerta formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro.

Nuovi finanziamenti "Per dare nuovi finanziamenti all’Università - ha detto - tenteremo nuovi percorsi: spero in un grande coinvolgimento delle imprese, ma deve essere chiaro che questo non significa privatizzazione. Stiamo faticando a trovare risorse nel pubblico come nel privato. Ma non possiamo arrenderci a restare tra gli ultimi posti nel mondo come qualita". Il ministro ha quindi ricordato che la nostra prima università si colloca al 192° nella classifica mondiale: "Vogliamo che presto almeno una si classifichi fra le prime cento".

"Basta con l'ideologia dell'egualitarismo" "Vogliamo cancellare dalla scuola e dall’università l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti, e lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone". Il ministro ribatte così alla mobilitazione di ieri contro la sua riforma del settore, e aggiunge: "Bisogna evitare il falso egualitarismo che ha reso la nostra classe insegnante tra le meno pagate d’Europa e la nostra società tra le meno eguali d’Europa. Non è vero che ci sono pari opportunità. È grave che gli insegnanti non abbiano un avanzamento professionale, e avanzino solo in base all’anzianità".