Il gelo con Lunardi: «Non è solo un problema di ordine pubblico»

Il Viminale irritato con il responsabile delle Infrastrutture, che poi precisa e chiude il caso

Gian Maria De Francesco

da Roma

Il clima di tensione generato dalle proteste dei manifestanti piemontesi contro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa ha creato anche qualche imbarazzo tra il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e quello degli Interni, Giuseppe Pisanu.
L’attrito fra i titolari dei due dicasteri ha avuto origine dalle dichiarazioni rilasciate da Lunardi che ieri ha inaugurato la terza corsia della galleria di Nazzano sull’Autostrada del Sole. Le proteste degli ultimi giorni in Val di Susa «non hanno senso», ha sottolineato il ministro interpellato sui fatti degli ultimi giorni. «Adesso è solo una questione di ordine pubblico che non riguarda il mio ministero», ha aggiunto. Lunardi ha puntualizzato che la Torino-Lione è «un’opera voluta da tutti» ricordando che anche «i Verdi francesi vogliono l’alta velocità e le ferrovie». E, auspicando una maggiore unità di intenti sulla questione, ha addirittura ringraziato il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che «è sempre presente nei momenti difficili». L’intervento del Quirinale, quindi, è stato definito come decisivo per comporre le controversie. «Mi auguro - ha concluso Lunardi - che tutti giungano a più miti consigli ascoltando questa voce di grande prestigio». Insomma, una posizione conciliante, quella espressa da Lunardi, volta a ribadire ulteriormente l’importanza strategica della linea ferroviaria.
La tensione, tuttavia, è ancora alta anche perché sono passati solo poco più di due giorni dalla rimozione delle barricate a Venaus. A stretto giro di posta, infatti, ambienti del ministero dell’Interno hanno lasciato trapelare una forte irritazione del ministro Pisanu nei confronti del collega Lunardi per aver ridotto la Tav a una questione di ordine pubblico. «È l’esatto contrario - avrebbe commentato Pisanu - perché, dopo il ripristino della legalità nel cantiere Tav, il problema non è più di ordine pubblico come, del resto, ha riconosciuto il vertice di stamane (ieri, ndr) con il presidente del Consiglio».
La necessità di sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, anche alla luce dei disegni eversivi collegati alla proteste contro la Tav denunciati da Berlusconi e dallo stesso Pisanu, ha indotto il ministro delle Infrastrutture Lunardi a precisare le proprie affermazioni. «Il ministro degli Interni Pisanu - ha spiegato Lunardi in una nota - ha gestito bene i problemi di ordine pubblico in Val di Susa e lo ringrazio per l’impegno che ha profuso e che ha permesso di procedere con i sondaggi esplorativi». L’avvio delle operazioni è l’unico modo per bloccare qualsiasi tentativo di speculazione sulla vicenda. «Questi sondaggi - ha concluso il ministro delle Infrastrutture - sono la migliore garanzia per la popolazione, il territorio e l’opera stessa perché consentiranno di verificare preventivamente le condizioni in cui dovrà essere realizzato l’intervento». Caso chiuso, quindi.
Il centrosinistra ha immediatamente sfruttato l’episodio per soffiare sul fuoco delle polemiche. «Nervosismo e divisioni sono segno di confusione e debolezza», ha chiosato Franco Monaco della Margherita. «Una partita propagandistica per avvelenare il clima nel Paese», ha tuonato Oliviero Diliberto, segretario del Pdci.