Gelo di Podestà: «Sorpreso dal Comune» E i sindaci dell’hinterland si ribellano

Milano si ferma, l’hinterland no. Ora è ufficiale: il blocco riguarderà solo il capoluogo. Mentre Letizia Moratti, sindaco del Comune più grande, si apprestava a firmare l’ordinanza restrittiva sul traffico, i colleghi dei Comuni minori, ma pur sempre popolati da decine di migliaia di cittadini e auto, dicevano il loro «no» al Pirellone. E mentre si defilavano Sesto, Cinisello e via tutti i centri del Milanese, anche il presidente della Provincia, Guido Podestà, ormai sgravato da incarichi di partito, faceva mettere nero su bianco la sua irritazione. «Sono rimasto anche io sorpreso dal fatto di non essere nemmeno stato avvertito di questa intenzione - ha detto Podestà - Credo che le istituzioni è bene che si coordinino perché, in effetti, e ne ho parlato con il presidente della Regione che ha fatto il tavolo questa mattina, è evidente che bisogna garantire servizi sostitutivi e bisogna fare in modo che per i cittadini non ci siano difficoltà per cui un Comune lo fa e un altro no, perché chiaramente diventa complicato».
Milano isolata, dunque. Raimondi aveva annunciato due giorni fa che avrebbe chiesto ai Comuni minori di condividere condividano al Tavolo regionale i piani di limitazione del traffico a livello locale e di attuare controlli sulle limitazioni già in vigore come misure strutturali.
Dopo meno di 24 ore ha dichiarato che, a parte Milano, «nessuno degli altri Comuni che hanno partecipato al Tavolo Aria ha manifestato l’intenzione di attuare il blocco delle auto domenica». «Comprendiamo - ha aggiunto Raimondi - che il Comune di Milano voglia radicalizzare le misure messe in campo dalla Regione e non ci opponiamo, ma la stragrande maggioranza degli altri Comuni non vede le condizioni per blocchi sporadici o anche programmati». L’assessore ha concluso: «Insistiamo perché si continui con le politiche strutturali portate avanti con serietà e coraggio», sulle quali «c’è stata condivisione totale da parte del tavolo».
Poco margine ha lasciato il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini: «Salvo un ripensamento della Regione o un intervento sostitutivo della Provincia - ha detto ieri - la nostra intenzione è quella di non aderire al blocco del traffico». Oldrini ha definito «deludente» la conclusione del tavolo. «La conclusione della riunione - ha spiegato - è stata deludente perché sul punto cruciale posto dai comuni dell’hinterland di Milano nei giorni scorsi, ovvero che la Regione assumesse un ruolo propositivo per far fronte all’emergenza, non abbiamo avuto alcuna risposta».
«L’assessore regionale - ha detto Oldrini - ha dichiarato che spetta a ciascun comune prendere una decisione in merito al blocco del traffico. Viene così disconosciuta la necessità di un coordinamento». I Comuni volevano insomma che fosse la Regione a decidere. Ancor più esplicito il sindaco di Cinisello, Daniela Gasparini: secondo lei l’incontro ha prodotto solo «aria fritta». «Manca - ha spiegato - l’identificazione di un’area omogenea per criticità ambientale. Manca un’azione di coordinamento chiara per le misure da adottare in casi di emergenza sanitaria».