Gemelli in divisa davanti a Palazzo Chigi

(...) insomma omozigoti «doc» e fieri di esserlo. Suscitano simpatia a prima vista, questi due giovanottoni uguali, in tenuta da «piedipiatti». Manco a farlo apposta, Marco è papà di due bimbe e Fabrizio di due maschietti. «Siamo complementari», puntualizzano.
A ben guardarli un particolare che li differenzia c’è: un neo sulla guancia destra di Fabrizio, àncora di salvezza per chi annaspa tra i due nomi ed è lì per lì per pronunciare quello sbagliato.
Sono approdati al Commissariato Trevi - quello nel cuore della capitale - nel giugno dell’anno scorso, ma già quando erano a Torino erano in servizio nella stessa zona di competenza.
«Quando ci vedono, i turisti restano increduli e ci chiedono di scattare qualche foto insieme - spiega Marco sotto il sole di largo Chigi -. Per loro è stranissimo vedere due poliziotti identici, non possono fare a meno di immortalare l’incontro e li assecondiamo sempre, ci mettiamo in posa con loro».
Meno accondiscendenti, Marco&Fabrizio, a dare indicazioni sul negozio di merchandising della Roma che si trova lì vicino, in piazza Colonna, laziali come sono. Durante i turni di sei ore, immancabilmente qualche tifoso di Totti che è poco pratico della città chiede lumi sul negozio. «Li indirizziamo lì proprio perché non possiamo esimerci, contro voglia», sorride Marco.
Stessi interessi, i due fratelli, e stesse passioni, visto che oltre alla squadra bianco-celeste, la musica li unisce: Marco suona la fisarmonica e la batteria, Fabrizio va di chitarra. In più, sono prossimi a discutere la tesi di laurea in Scienze Politiche. Non sorprende che siano tesi «complementari», entrambe sulla Polizia di Stato. Ma all’università non hanno mai approfittato della somiglianza, nonostante la tentazione non sia mancata. «A scuola sì, qualche marachella l’abbiamo fatta giocando sull’identità», ammettono.
«I colleghi, il dirigente non ci hanno mai confuso - aggiunge Marco -. Siamo persone ben distinte, anche per carattere. In un certo senso ci completiamo, ma non corriamo il rischio di essere amalgamati in un’unica personalità».
Insomma chi si trovi a passare per largo Chigi non si preoccupi: non ha le traveggole, quei due agenti che stazionano accanto a una volante... sono proprio due.