Al Gemelli paramedici in sciopero per gli straordinari

De Lillo, Fi: «La Regione applichi il contratto nazionale»

Donatella Palmieri

In occasione dello sciopero generale del personale paramedico del policlinico Gemelli, dopo il fallimento della mediazione dell’assessore Augusto Battaglia, ieri l’ottanta per cento dell’attività ambulatoriale dell’ospedale si è svolta regolarmente. Anche le urgenze sono state garantite. Nel turno della mattina si sono registrate un centinaio di assenze (caposala, ausiliari e personale tecnico amministrativo) tra gli operatori che sarebbero dovuti essere in servizio e l’attività chirurgica programmata è stata ridotta del settanta per cento. Questi i dati parziali sull’astensione dal lavoro di 24 ore del personale non medico del Gemelli resi noti dal Policlinico.
«La Regione non riconosce al Policlinico Gemelli la copertura economica degli arretrati secondo il contratto nazionale firmato nel luglio scorso come avvenuto per tutte le altre strutture ospedaliere del Lazio - denuncia Stefano De Lillo, consigliere regionale di Forza Italia -. Si tratta di una discriminazione senza precedenti, che mette per la prima volta in difficoltà una struttura ospedaliera storica e strategica per la capitale e per tutto il Paese, senza peraltro alcuna giustificazione di tipo normativo o tecnico: non vorremmo infatti credere ad un’interpretazione restrittiva dei criteri di classificazione delle strutture sanitarie e all’aver voluto quindi definire il Gemelli come una struttura privata piuttosto che pubblica, in contrasto con l’evidenza del servizio prestato. Non vorremmo che con il Gemelli si volesse ora colpire un altro simbolo positivo della Sanità del Lazio per porre in discussione tutto il sistema regionale, né vogliamo immaginare che anche per una struttura efficiente come questa da sempre attenta alla cura allo studio e alla ricerca sia scoccata l’ora della resa dei conti per una prossima riduzione o smembramento. La giunta regionale deve al più presto uniformare la disciplina dei pagamenti al personale del Gemelli secondo quanto previsto dal contratto nazionale e la commissione Sanità della Regione Lazio deve affrontare anche il caso Gemelli in un approfondito dibattito sui destini degli ospedali del Lazio».
Solidarietà a tutti gli operatori sanitari del Policlinico Gemelli che non si vedono riconosciuti dalla Regione gli arretrati sugli stipendi, diversamente da quanto prevede il contratto collettivo nazionale, è stata espressa da Donato Robilotta, capogruppo alla Regione Lazio dei socialisti riformisti della RnP: «Secondo quello che mi risulta - sostiene - non è l’unica struttura ospedaliera romana dove succede una simile discriminazione, pare che anche al Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina stia succedendo la stessa cosa. Ci auguriamo - continua - che l’incontro di mercoledì tra Regione, ministero della Salute e del Tesoro, possa risolvere immediatamente la questione, anche perché sarebbe grave discriminare strutture che fanno un servizio pubblico di alta qualità. Strutture come il Policlinico Gemelli e il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina dove nascono la maggior parte dei bambini di Roma danno lustro alla nostra regione».
Anche il consigliere regionale dell’Udeur Eugenio Leopardi è vicino agli oltre cinquemila operatori che vantano un credito di diverse migliaia di euro con la Regione. «Esprimo la mia più profonda solidarietà ai paramedici del Policlinico Gemelli in sciopero - afferma - e sollecito il presidente Marrazzo e l’assessore Battaglia ad una pronta risoluzione del problema, perché rischia di mettere in crisi questa importante struttura ospedaliera, che di sicuro rappresenta un centro medico d’avanguardia, non solamente per i cittadini della nostra Regione, ma anche per il resto del Centro Italia».