Gemelline viste a Como e c'è il giallo della donna: "Hanno comprato due peluche 3 settimane fa"

La titolare di un negozio di giocattoli di un centro commerciale a Tavernola, vicino alla dogana di Chiasso: "Tre settimane fa sono entrate con il papà e hanno comprato un tigrotto e una pecorella. Ma non c'era nessuna signora bionda". Un altro testimone: "Una signora bionda era con loro"

Como - L'ultima traccia ora porta a Como. "Mi ricordo delle due bambine bionde, specialmente quella con gli occhiali: c’era il papà con loro, ma non la donna bionda. Se c’era non è entrata in negozio. Ho venduto loro due peluches, un tigrotto e una pecorella". Così Anita Salvalaggio, 58 anni, titolare del negozio di giocattoli C’Art, nel centro commerciale Bennet a Tavernola, frazione di Como a poco più di un chilometro dalla Dogana di Chiasso. La donna ha detto di aver visto le gemelline "circa tre settimane fa".

Il racconto "Ho detto alle due gemelle: 'Che bravo papà che avete'. Dopo che quell’uomo le aveva accompagnate nel negozio a prendere i peluches". È un altro dei ricordi della titolare del negozio di giocattoli C’Art. Il negozietto si trova al primo piano del centro commerciale di Tavernola, una frazione di Como, uno dei primi centri commerciali che si incontrano venendo dalla dogana svizzera di Chiasso. La stessa Salvalaggio, 58 anni, bionda occhi azzurri, abita in svizzera. "Quando ieri ho visto Chi l’ha visto - dice Anita Salvalaggio - ho detto a mia figlia 'magari chiamiamo'. Anzi, oggi sono andata a vedere nei registri i peluches che avevo venduto. Poi non c’è l’ho fatta a telefonare, ma ho visto la trasmissione: le due bambine erano bionde, me le ricordo benissimo e anche il papà che assomigliava tanto a Matthias. Sono entrate in negozio, erano tranquillissime, e hanno gironzolato tra i banchi. Il papà era sulla porta, e le ha comprato i due pupazzetti". Anita appare rammaricata quando afferma: "Avrei dovuto magari telefonare prima. Ma soltanto ieri mi sono ricordata delle due bambine e ho parlato con mia figlia. Speriamo che siano ancora vive". Nella stessa giornata in cui Anita Salvalaggio afferma di aver visto Livia e Alessia era entrata una coppia con altre due gemelle. "Ricordo di aver detto a mia figlia: 'Questa è la giornata delle gemelle...'".

L'altra segnalazione In un fine settimana di meta gennaio Matthias Schepp sarebbe stato visto in un paesino della provincia di Como in compagnia delle due figlie gemelle Alessia e Livia e una donna. La segnalazione è stata fatta da una signora al telefono alla trasmissione di Rai3 Chi l’ha visto?. Schepp, la donna e le bambine sarebbero stati visti vicino a un negozio di giocattoli. La donna corrisponderebbe, secondo la segnalazione, a Katia Iritano, 27 anni, che è poi scomparsa il 25 gennaio da Montbovon (Svizzera), e sarebbe stata proprio lei a dire alla signora che ha segnalato l’avvistamento che le due bambine, che le avevano rivolto lo sguardo, erano gemelle. In studio da Morges (Svizzera) Irina Lucidi, la vedova di Schepp, ha soltanto commentato: "Dovrei vedere l’agenda, ma è possibile che in quel periodo Matthias fosse in un fine settimana in compagnia delle due bambine". Di Katia Iritano parla Swissmissing.ch, il sito della fondazione specializzata nella ricerca di persone scomparse nella Confederazione svizzera. Scomparsa dal 25.01.2011 da Montbovon, un paese del canton Friburgo, si legge nella scheda della donna, nata il 24.04.1983 e domiciliata a Bubenberg. Katia viene descritta come una donna "di corporatura snella, 170cm, occhi castani, capelli castano medio lunghi. Indossava una giacca e pantaloni da montagna scuri e portava un sacco da montagna. Parla italiano e francese".