Gemina: Save all’attacco sulle strategie

Romiti: «Non c’è intesa sul prezzo per la vendita dell’1% di Rcs»

da Milano

Pressing di Save all’assemblea di Gemina. La società che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso, socia al 10,41% della holding guidata dall’amministratore delegato Piergiorgio Romiti, ha votato contro l'aumento di capitale e si è astenuta sui conti 2005. In più, insieme a Sipi Investimenti (la società che gestisce le partecipazioni borsistiche di Finanziaria Internazionale, azionista di Gemina al 2,01%), ha criticato le scelte gestionali, gli alti stipendi del management e ha messo in dubbio la validità di alcuni investimenti come quello di 5 milioni nella società Pentar.
I veneti, entrati senza accordo preventivo con i Romiti nel capitale di Gemina, si sono visti escludere dal patto di sindacato e hanno dovuto assistere all'ingresso di due soci forti come Clessidra ed Edizioni Holding a cui Cesare Romiti ha aperto la finanziaria di famiglia. Il presidente di Save Enrico Marchi ha ribadito anche di recente la sua strategia di attesa, soddisfatto di un investimento che, anche non portasse ad accordi industriali, si è rivalutato in pochi mesi (entrati a un prezzo di poco più di due euro i veneti vedono oggi il titolo Gemina viaggiare intorno a 3,18 euro). L'assemblea di ieri è stata comunque l’occasione per far «sentire» al management (in pratica ai Romiti) la propria presenza.
Piergiorgio Romiti ha dribblato il problema di un coinvolgimento della società veneta negli assetti di controllo. «Quello che avviene sul piano azionario mi interessa relativamente», ha detto, chiarendo però di essere pronto «a discutere di progetti industriali». L’ipotesi di un apertura di Romiti (o, secondo altre interpretazioni, il riaccendersi delle tensioni tra le due società) è bastato per mettere il turbo ai due titoli: Gemina ha guadagnato il 6,65%, Save il 4,61. Save a parte, proprio gli aeroporti saranno in futuro più che mai al centro della strategia di Gemina. Romiti ha spiegato che al momento ci sono solo degli studi in corso. Nell'ipotesi di un ritorno di Sea sul mercato, Gemina potrebbe però intervenire: «Bisogna vedere se ci saranno le condizioni».
Pier Giorgio Romiti, ha anche ribadito che la società venderà la quota dell'1,01% di Rcs al patto di sindacato del gruppo editoriale. Per il momento manca però l’intesa sul prezzo. «Non ci sono vere e proprie trattative - ha dichiarato ai giornalisti - abbiamo espresso la volontà e il desiderio di cedere alla prima occasione utile, nell'ipotesi che si trovi un accordo sul prezzo. È una questione di valore, altrimenti la teniamo». L'assemblea ha approvato a maggioranza il bilancio 2005 con un risultato netto di 2,5 milioni di euro e ha deliberato di affidare al cda la facoltà di aumentare il capitale di 250 milioni nominali ed emettere obbligazioni convertibili per un importo massimo di 250 milioni.
Quanto ai compensi del management numerosi gli interventi. Informazioni sono state chieste sugli stipendi di Maurizio Romiti e del cugino Stefano (Pentar) e di Piergiorgio Romiti. Quest’ultimo, secondo un azionista guadagnerebbe, bonus compresi, quasi un milione di euro, pari a quasi la metà dell'utile di Gemina. Il presidente Carlo Gatto si è limitato a osservare che i compensi dei consiglieri «sono allineati» con quelli delle altre società.