Gemina, scontro su Romiti jr Mediobanca lo mette alla porta

Posto il veto alla riconferma di Pier Giorgio durante la riunione del patto. Nuovo presidente sarà Angiolini. Trattativa con Macquarie per risolvere il nodo Adr

da Milano

La rottura consumatasi ieri pomeriggio alla riunione del patto di Gemina, ha due cronache, quella formale e quella sostanziale. La prima. Claudio Sposito (Investimenti Infrastrutture) ha presentato una lista per il nuovo cda di Gemina, nella quale Pier Giorgio Romiti era nuovamente proposto come amministratore delegato. Sul suo nome - e solo su quello - Mediobanca ha esercitato il proprio diritto di veto e l’accordo in vista dell’assemblea è andato, per ora in fumo.
La seconda. Il patto del 2005 tra gli azionisti di Investimenti Infrastrutture (il cui primo socio è la famiglia Romiti) prevede che Pier Giorgio Romiti sia amministratore delegato di Gemina fino a nuove intese. Un’investitura che metteva dunque Investimenti Infrastrutture (oggi tutt’altro che alleato dei Romiti) nelle condizioni di «dover» ripresentare Pier Giorgio come ad: salvo accordarsi con Mediobanca per la sua bocciatura (nel patto di Gemina il veto spetta a due soggetti soltanto: Mediobanca, appunto, e Investimenti infrastruttre, che sono i due soci maggiori).
Ora il nodo torna indietro a Ii (Romiti, Benetton, Clessidra-Sposito e, con l’1%, Capitalia), che dovrà trovare al suo interno un accordo su un nuovo amministratore delegato. Ieri Renato Pagliaro, opponendo il no di Mediobanca, ha detto che di un ad Gemina può anche fare a meno. I giochi comunque dovranno essere conclusi prima dell’assemblea del 7 maggio. Non è in discussione, invece, il resto della lista presentata ieri, nella quale è assente il nome dell’attuale presidente Carlo Gatto, considerato troppo vicino ai Romiti, e che sarà sostituito da Guido Angiolini, braccio destro di Enrico Bondi in Parmalat. Vicepresidente sarà Paolo Nicoletti, presidente di Leonardo (la subholding che controlla Aeroporti di Roma, l’unico vero asset di Gemina). Mediobanca e Generali continueranno a essere rappresentati da Clemente Rebecchini e Aldo Minucci, mentre farà il suo ingresso Giuseppe Bencini, ex presidente della Sea, che apporta dunque alla società la sua esperienza aeroportuale. Conferme per Andrea Novarese (in quota Fonsai-Ligresti), Alessandro Grimaldi (Clessidra) e Paolo Roverato (Benetton).
Ma ben prima dell’assemblea di Gemina un’altra scadenza «spinosa» è in calendario. Lunedì prossimo, il 16, e giovedì 19 in seconda convocazione, si riuniranno i soci di Adr; la lista è già stata messa a punto, e prevede la conferma di Maurizio Basile come ad e la nomina di Fabrizio Palenzona alla presidenza. I soci australiani (45%) di Macquarie hanno già contestato la lista e l’assemblea potrebbe essere il teatro dello scontro.
Intanto, parallelamente alle vicende societarie, è stata avviata una trattativa con Macquarie nell’intento di comporre la rottura esplosa all’interno di Adr. Proprio ieri si è svolto il primo incontro (per Gemina c’era Paolo Nicoletti) che si è risolto in un nulla di fatto. Gemina sa che la rottura definitiva con Macquarie costerebbe cara: circa un miliardo nel caso di riacquisto. Così si va facendo strada, sottotraccia, l’idea che un accordo sul piano industriale contestato dagli australiani sarebbe, alla fine, la miglior conclusione della vicenda.