Genchi: "Quell'archivio segreto non esiste"

Parla il consulente dell'ex pm
di Catanzaro Luigi De Magistris: "C'è la volontà di denigrare e mistificare. Vengono tirate
in ballo persone che non c’entrano niente con quei tabulati, da Berlusconi a Prodi a Rutelli". Venerdì Genchi sarà ascoltato dal Copasir con De Magistris

Roma - "Io sono soltanto il capro espiatorio: dopo aver colpito il giudice De Magistris, avergli tolto le indagini e averlo trasferito da Catanzaro revocandogli l’incarico. Nei tabulati si era già arrivati ad accertare una serie di elementi ben precisi". È quanto afferma il consulente dell’ex pm di Catanzaro, Gioacchino Genchi, in un’intervista a Sky Tg24. Per Genchi, "la cosa grave è che vengono agitati uomini e fatti a casaccio, vengono tirate in ballo persone che non c’entrano niente con quei tabulati, da Berlusconi a Prodi a Rutelli, mentre i veri nomi di soggetti ben precisi, compreso anche qualche magistrato, non vengono fuori: siamo in presenza di una gravissima mistificazione".

Delegittimata la politica "C’è chi è stato avvicinato e ammaliato da pupari che stanno dietro le quinte - accusa Genchi -. Da lì è iniziata una serie di reazioni a catena. Si tratta di sirene che agiscono alle spalle della politica e, anche per il condizionamento dei media, la delegittimano agli occhi dei cittadini".

Reato gravissimo Genchi sottolinea che "scambiare un tabulato con una intercettazione telefonica è una cosa gravissima: è come confondere lo sguardo a una bella signora con una violenza sessuale. Nel momento in cui si esegue la captazione di un dialogo, sia per telefono sia pronunciato in un ambiente, si è in una attività di intercettazione che può essere eseguita solo in casi eccezionali, dalla polizia giudiziaria; chiunque altro la esegue commette un reato gravissimo".

"Mai fatto nulla del genere" "Io, in vita mia anche come poliziotto - assicura Genchi - non ho mai eseguito una sola intercettazione telefonica. Nel mio lavoro di consulente o di perito mi vengono conferite dai giudici o dai pm le intercettazioni telefoniche che ha già eseguito la polizia giudiziaria, che hanno già gli avvocati e che io analizzo con un procedimento sistematico di incrocio, con elaborazione di tipo logico oltrechè di tipo informatico, di eventi di elementi che sono acquisiti in processo".

"Alla fine distruggo i dati..." Il consulente dell’ex pm De Magistris specifica che "l’uso è limitato all’esercizio del trattamento. Poi, i dati vengono depositati al pm o al giudice e vengono trattenuti solo nel periodo limitato allo svolgimento del processo. Quando vado a deporre alle udienze, i processi si fanno su quei dati e su quelle analisi, di cui gli avvocati hanno copia identica. Alla fine io li distruggo anche se ovviamente resto depositario di una conoscenza, perchè non posso certo cancellare il ricordo dalla mia memoria, resettando il mio cervello...". 

Venerdì audizione al Copasir Venerdì il Copasir ascolterà Genchi e De Magistris. In una nota, infatti, il Comitato rende noto l’elenco delle prossime audizioni in programma. In particolare, venerdì saranno ascoltati: il Garante della privacy Franco Pizzetti; Luigi De Magistris; Gioacchino Genchi, i responsabili delle società telefoniche Tim e Vodafone; il direttore dell'Aisi, generale Giorgio Piccirillo, il direttore dell'Aise Bruno Branciforte. Lunedì 2 febbraio, invece, saranno ascoltati: il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli e i magistrati attualmente titolari dell'inchiesta; i responsabili dei Ros dei carabinieri.